«Ringraziamo i negozianti e i cittadini che hanno creduto in noi»

TERAMO – Una manifestazione riuscita, un segnale importante dato alla città e all’intero movimento antifascista nazionale: sono queste le valutazioni del giorno dopo il corteo antifà, da parte dei giovani di Azione Antifascista Teramo, promotori e organizzatori dell’iniziativa. «Abbiamo portato a sfilare oltre 2mila persone – spiega Ignazio Tancredi – e senza un benchè minimo incidente, come avevamo garantito alla vigilia. Siamo soddisfatti sia sotto il profilo dei numeri che dei contenuti, volevamo una risposta unitaria del movimento e l’abbiamo ottenuta». Un corteo che ha sfilato nella città semideserta, dove ha vinto la paura piuttosto che la curiosità: «Ringraziamo quei negozianti ce hanno tenuto aperto i loro esercizi e hanno dimostrato anche capacità imprenditoriale – continuano ad Azione Antifascista – e a quei cittadini che ci hanno accolto e seguito in piazza Martiri: questo è un successo, nonostante alla vigilia si sia tentato più volte, in maniera formale e informale, di condizionare la gente, invitandola a restare in casa, a tenere chiusi i negozi, a non mandare i bambini a scuola… Chi ha tenuto i negozi aperti, ha fatto incassi perchè tutti i partecipanti hanno esigenze come le altre persone normali…». Sotto il profilo dei contenuti, che manifestazione è stata? «Avevamo detto che Teramo non aveva la presunzione di risolvere qualcosa: era una occasione per valutare la possibilità di azioni unitarie da mettere in campo in futuro per lottare contro la repressione dello Stato. E’ stata una positiva prima tappa di un percorso che adesso ci porterà fino alla manifestazione di Milano il mese prossimo: terremo assemblee e incontri locali e regionali per discutere delle proposte da portare lassù. La risposta che abbiamo avuto ci conferma anche un buon ruolo di credibilità a livello nazionale nel movimento: siamo orgogliosi che a Teramo siano venuti gruppi da ogni parte d’Italia, sia anarchici che comunisti, uniti in un credo comune che è quello della libertà dalla repressione». Alla vigilia si temevano provocazioni dall’una parte, dei manifestanti, e dall’altra, delle forze dell’ordine: timori sconfessati a quanto pare: «Sì e diamo atto anche alle forze dell’ordine di aver raccolto il nostro invito ad avere un atteggiamento più morbido, a non schierare divise come messe lì a pressare e noi dal nostro canto abbiamo mantenuto la garanzia che non accadessero incidenti».

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