Astolfi sulle sedi distaccate dell'Università: «Il gioco vale la candela?»

TERAMO – Sedi distaccate dell’Ateneo teramano: il sindaco di Atri, Gabriele Astolfi, interviene nella querelle, che ha anche un risvolto politico.  «La nostra Giunta – afferma Astolfi – non è assolutamente contro una sede distaccata dell’Università e che farà quanto in suo potere per salvaguardarla. Detto questo, però, alcune precisazioni bisogna farle, altrimenti i cittadini di Atri sono indotti a credere che la politica atriana sia divisa tra chi vuole l’università e chi no». Astolfi risponde in particolare alle polemiche lanciate dall’Udc, e puntualizza che l’amministrazione è al lavoro per scongiurare la perdita del contatto con l’Università, oltre a fare il possibile per salvare la Facoltà di Giurisprudenza, che si trova anche ad Atri, il sindaco ha anche affermato di essere alla ricerca di «soluzioni alternative e magari più vantaggiose per la nostra collettività. Non a caso il neo Rettore ha parlato di un Master in Giornalismo, uno dei pochi in Italia, da avviare proprio ad Atri pensando anche ad un riuso del Cardinale Cicada». Astolfi non nasconde comunque che il rapporto tra costi e benefici sia stato sbilanciato a favore dell’Università. «Negli ultimi dieci anni – afferma il sindaco – la Facoltà è costata alla collettività, tra finanziamento diretto e indiretto,  più di un milione di euro. Non solo nell’università sono state distaccate tre unità lavorative del comune e gran parte delle spese di gestione degli stabili sono a carico della città. L’accordo, come ricorda l’Udc, fu stilato proprio dall’allora sindaco Basilico, poi tenuto in piedi dalle altre amministrazioni e mai messo in discussione dall’attuale nonostante l’onerosità del contratto da onorare». Astolfi sottolinea inoltre che il riordino delle Facoltà è frutto della riforma nazionale, indipendente dunque, da mancati impegni dell’amministrazione e che la stesse sorte rischia di farla anche Giulianova. «Infine – conclude il sindaco – bisogna essere anche realistici e chiedersi quali benefici, a parte quelli di prestigio, sono stati registrati dalla nostra collettività. Quali vantaggi gli atriani hanno avuto, che volano economico si innescato grazie alla presenza degli studenti. Insomma, capire se il gioco è valso la candela».      

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