Oncologia, il digiuno si ferma ma con riserva. In attesa che la Asl mantenga i nuovi impegni

TERAMO – Stop al digiuno, per la seconda volta, ma stavolta con riserva. Il blogger Giancarlo Falconi e gli altri che hanno inscenato il secondo sciopero della fame per protestare contro le carenze de reparto di oncologia, hanno deciso di sospendere ma non interrompere la protesta: la direzione aziendale ha infatti disposto che il medico che era stato associato al reparto di oncologia tre settimane fa, il dottor Gabriele Lalli, ma non a tempo pieno, resti a disposizione nell’organico fino al rientro dalla maternita della dottoressa assente temporaneamente. Sarà la volta buona? Falconi ritiene di no e garantisce che «continueremo a vigilare in nome e per conto dei malati di oncologia. Non permetteremo che gli infermieri che hanno aderito allo sciopero della fame siano oggetto di facili trasferimenti. Vi posso garantire che questi professionisti sanitari, meritano un plauso civico». Più forte ed esplicativo della situazione è il pensiero degli infernieri che hanno preso parte alla protesta: hanno preso atto che la direzione aziendale vuole mettere mano all’organizzazione del settore oncologico, che il dottor Pancotti ha conferma che la situazione appare adeguata alle esigenze organizzative per il bene del paziente oncologico, ma hanno ribadito la loro non «ad essere trasferiti a qualsiasi titolo presso il Day Hospital Oncologico, visto che lo stesso primario non conferma alcuna urgenza o emergenza infermieristica». a guardia resta alta, visto il precedente di un annuncio – il ‘dirottamento’ a tempo pieno di un medico, poi diventato part-time – e i digiunanti fanno appello al prefetto Crudo «perchè vigili perchè gli impegni assunti dal direttore sanitario e gli altri dirigenti Asl siano appieno attuati per il bene del malato di cancro». In sostanza, si chiede che gli impegni presi dinanzi a Chiodi siano mantenuti: «Perché davvero il dottor Lalli (o altra unità medica) sia a tempo pieno assegnato al Day Hospital, in attesa del rientro del medico in maternità, per prevenire qualsiasi ulteriore disagio per il malato di cancro; perché il percorso organizzativo con il paziente oncologico al centro di tutto diventi rapidamente una realtá a Teramo; ma anche perchè gli infermieri che, da liberi cittadini hanno digiunato per 4 giorni per attirare l’attenzione sul malato di cancro, non si ritrovino ‘martiri’ sacrificali sull’altare della subdola vendetta trasversale contro chi ha osato fare clamore… ed essere forzosamente trasferiti in servizio presso il Day Hospital Oncologico o altrove, con la ‘scusa’ di migliorare un’assistenza infermieristica che, anche a detta del primario Pancotti, non ne ha alcun bisogno». Dunque lo sciopero della fame potrebbe riprendere in qualsiasi momento…

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