La Asl sospende il primario, il giudice del lavoro lo riabilita

TERAMO – L’aver adottato metodiche sperimentali in un laboratorio che non aveva l’autorizzazione dell’Istituto superiore di sanità, costa al dottor Francesco Ciarrocchi la sospensione dal lavoro per tre mesi. Ma il responsabile del laboratorio per l’inseminazione dell’unità operativa semplice a valenza dipartimentale di fisiopatologia della riproduzione medicalmente assistita, del Mazzinidi Teramo, potrà continuare a lavorare. Il suo ricorso d’urgenza contro la decisione della commissione disciplina della Asl  è stato accolto dal giudice del lavoro del tribunale di Teramo che ha concesso la sospensiva del provvedimento, in attesa di entrare nel merito del giudizio, nel quale adesso l’azienda sanitaria si dovrà costituire. La commissione disciplina era stata nominata all’indomani del provvedimento della magistratura di porre sotto sequestro il laboratorio proprio perchè in esso si svolgeva attività di ricerca nell’ambito della fecondazione assistita, senza però che la Asl avesse ottenuto l’autorizzazione dell’Iss. Quel sequestro fu annulato poi dal tribunale del riesame, ma le persone coinvolte nell’indagine della procura teramana (il direttore generale Giustino Varrassi, lo stesso Ciarrocchi, il responsabile dipartimentale Goffredo Magnanimi, i direttori sanitari del presidio Gabrella Palmeri e aziendale,  Camillo Antelli) sono tuttora indagate. Anche Palmeri e Magnanimi sono stati raggiunti da provvedimenti della commissione disciplina, con una sospensione di minor durata, rispettivamente a tre e cinque giorni.

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