Il Pd accusa: «La riforma dell'acqua è al palo»

TERAMO – «La riforma dell’acqua voluta dalla maggioranza è al palo». E’ questa la posizione espressa dai consiglieri del Pd Ruffini, D’Amico e Di Pangrazio, che questa mattina, nella seduta della seconda Commissione consiliare, hanno chiesto presidente Luca Ricciuti di inserire all’ordine del giorno della prossima riunione l’audizione del Commissario unico straordinario per la gestione del servizio unico integrato, e anche quella di tutti i presidenti degli Enti gestori.  «La legge – spiegano i consiglieri – è stata approvata nell’aprile 2011 e da allora siamo fermi, senza che sia stata ridisegnata la nuova governance. Nel frattempo gli Enti di gestione registrano grosse perdite e dei bilanci ingessati. Abbiamo il timore che se la Regione non interviene il sistema potrebbe collassare, con la possibilità concreta che accadano due cose: l’arrivo del privato per risanare i bilanci oppure l’aumento indiscriminato delle tariffe a discapito dei cittadini».  Il Pd in Commissione ha inoltre denunciato la mancata attuazione della Legge regionale n.9/2011, sulle Norme in materia di Servizio Idrico Integrato della Regione Abruzzo, sottolineando che ad oggi non è stato definito il Piano d’Ambito dell’ATUR (Ambito territoriale unico regionale) né tantomeno l’ERSI, ossia l’Ente regionale per il servizio pubblico integrato, ha svolto il suo ruolo di controllo, di pianificazione e di coordinamento degli atti fondamentali. «Vogliamo inoltre capire – concludono i consiglieri – qual è la situazione economico-finanziaria degli Enti di gestione, da tempo i media hanno posto l’attenzione sulle forti perdite che registrano questi Enti. La Regione Abruzzo cosa fa? Noi per il momento abbiamo chiesto la presenza di tutti i Presidenti degli enti gestori per capire come vogliono affrontare il risanamento dei bilanci. Non vorremmo che il principio dell’acqua pubblica venga rimesso in discussione per fare largo all’ingresso dei capitali privati. Così come ci spaventa l’idea che a risanare le cattive gestioni degli Enti debbano essere i già super tartassati cittadini abruzzesi».

 

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