L'Anagrafe si fa più "umana": niente file per disabili e donne incinte

TERAMO – Sono ben 35000 gli utenti che ogni anno si rivolgono all’ufficio Anagrafe del Comune di Teramo. «Un numero consistente – commenta l’assessore al ramo Mirella Marchese che in questi anni ci ha spinto ad apportare numerose modifiche al sistema di front-office». Sono nati così i primi 4 sportelli polifunzionali (in tutto ce ne sono 8) che permettono di espletare qualsiasi tipo di pratica. «Abbiamo inoltre adottato un sistema informatizzato per dispensare i biglietti per rendere le file più veloci». Adesso il Comune intende fare un nuovo passo avanti, rendendo più “umano” il servizio più fruito dai cittadini teramani. «Abbiamo in progetto – conclude l’assessore – di aggiungere al sistema di erogazione dei biglietti una nuova voce, dedicata esclusivamente alle categorie protette, in particolare disabili e donne incinte, per fare in modo di assegnare loro il primo sportello polifunzionale disponibile, così da ridurre davvero al minimo i tempi di attesa». Soddisfatta la consigliera del Pdl Angela Di Pietro, che ha fatto anche un’interrogazione in merito nell’ultimo question time. «In tutti gli uffici comunali aperti al pubblico mancano cartelli che permettano la precedenza nelle file a disabili e donne incinte – afferma – se vivessimo in una società in cui dominasse il buon senso,  forse non ci sarebbe bisogno di affiggere cartelli che tutelino norme che orbitano intorno alla sfera della buona educazione, purtroppo molti italiani per rispettare certi principi morali hanno bisogno di regole scritte e chiare, tutto questo non è che parte di un retaggio culturale millenario minato dalla mancanza assoluta di educazione civica.Mi compiaccio dunque del fatto che,  in seguito ad una mia interrogazione in merito all’argomento,  posta all’Assessora Marchese, si sia pensato di prendere provvedimenti in merito, ora bisognerà tuttavia agire celermente, per tutelare quei diritti che per troppo tempo non sono stati rispettati a causa della maleducazione».

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