I cori degli ultrà accompagnano l'amico Carmine

TERAMO – Il bacio di Alessandro "Satana", il suo migliore amico, alla bara ha sugellato lo struggente addio a Carmine "Lucifero" Verni, il pizzaiolo-tifoso scomparso venerdì dopo una veloce e feroce battaglia contro il male. Nessuno ha voluto mancare all’ultimo saluto, tantissimi hanno violuto accarezzare e baciare il feretro. La genuinità di Carmine Verni, la sua schiettezza hanno fatto sì che anche le barriere della rivalità sportiva e dei contrasti tra tifoseria fossero superati: a tributare il saluto rispettoso a un degno ‘avversario’ c’erano anche i tifosi del Roseto basket, di Napoli e Cantù. Nel palezzetto i tifosi canturini gli hanno dedicato uno striscione per ricordarlo in apertura del match contro Pesaro (in foto). Stessa cosa anche i tifosi di Montegranaro durante il match contro Brindisi (al loro applauso si sono uniti gli "ex-biancorossi" Amoroso, Fultz e Di Paolantonio). I "suoi" ultrà, quelli di Inferno Biancorosso, lo hanno coccolato e accarezzato con i cori, urlando tra la  nebbia dei fumogeni e tante lacrime, il loro "sei l’unico mio amor, ti porterò per sempre nel mio cuor…!!». Chi non ha potuto esserci, ha affidato a commoventi righe lette da amici il suo saluto al caro Carmine. Come Andrea Capobianco, il coach dei migliori successi del Teramo Basket che Verni adorava: «Siamo uomini che nei palazzetti vivono e gioiscono: la notizia che tu non c’eri più ha portato tristezza dentro di noi. Da oggi mi piace immaginarti inn sella alla tua mountain bike che corri veloce sui prati del Paradiso. Non posso essere fisicamente lì oggi, ma sono e sarò sempre vicino a te con la preghiera». Come alla camera ardente, ieri sera, lo storico capitano della Bancatercas, Gianluca Lulli, o l’amico personale di Carmine, Valerio Amoroso, si erano avvicinati e trattenuti a lungo accanto alla salma, anche Mario Boni attraverso il sito roseto.com aveva voluto salutare l’amico Verni: «E’ tutto così grave e ingiusto, quando un uomo di neanche 40 anni muore per un cancro, che provo solo rabbia. Non ho parole per esprimere il mio dolore, ma sento il bisogno di dire grazie a Carmine, per il calore e la vicinanza dimostrati nelle mie due indimenticabili stagioni a Teramo. È importante ricordare quanto la sua passione ha fatto per tutti noi della squadra. Non lo dimenticherò mai». La Cattedrale era stracolma, ad ascoltare l’omelia di don Aldino, la cui intolleranza verso le sciarpe degli ultrà in apertura di funzione è apparsa decisamente fuori luogo: i giovani tifosi hanno deciso di non sostare accanto alla bara ma sono polemicamente usciti dalla chiesa. E’ stato un pomeriggio di tristezza per centinaia di cittadini di Teramo, la cui storica bandiera da stasera copre e protegge uno dei suoi più giovani figli.

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