Ruzzo: ecco da dove nasce il "buco" da 72 milioni

TERAMO – «Spending review anche per il Ruzzo». E’ questo l’orientamento dei sindaci di centrodestra e centrosinistra che stamattina hanno incontrato i vertici della società acquedottistica. «E’ ora che la politica si faccia da parte – ha detto il sindaco Maurizio Brucchi e pensare a risolvere operativamente i problemi, primo tra tutti il “buco” da 72 milioni di euro che rischia di ricadere sui Comuni soci». Di questi, solo 38 sono risultati frutto di investimenti, gli altri rappresentano dei debiti che il Ruzzo ha verso le imprese e l’esposizione verso le banche. «La riduzione delle spese è necessaria – sottolinea Brucchi – anche per scongiurare un aumento delle bollette, che sarà davvero l’ultima ratio». Una priorità da affrontare, dunque, partendo ad esempio dall’affitto che l’Ato paga all’Ater. «La sede dell’Ato – aggiunge Brucchi – potrebbe essere spostata nei locali del Ruzzo, in modo da non pagare più l’affitto. Ci sono anche altre spese che possono essere tagliate, per questo abbiamo chiesto al Cda di presentare, entro Pasqua, una relazione dettagliata. Lo step successivo sarà un incontro con l’Ato». Un altro problema da affrontare sarà quello dei 78 lavoratori precari e dei fontanieri, per cui il Ruzzo si rivolge ad una società interinale. «Il problema del personale va affrontato – puntualizza il sindaco – cercando di tutelare le posizioni lavorative ma anche di non creare uno sbilanciamento eccessivo tra amministrativi e tecnici». 

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