Teramo Lavoro, i sindacati chiedono di riaprire la concertazione

TERAMO – Cgil e Cisl tornato sullo stato di impasse dei dipendenti di Teramo Lavoro e chiedono garanzie dopo che il Consiglio provinciale all’unanimità si è espresso favorevolmenyee, il 28 febbraio scorso, sul riaffidamento dei servizi alla società in house della Provincia. "Dopo quest passaggio- hanno spiegato Monia Pecorale (Cgil) e Fabio Benintendi (Cisl )nel corso di una conferenza stampa – il passaggio successivo era un parere di fattibilità da parte dei dirigenti, ma ad oggi nulla è dato sapere". Intanto i sindacati hanno reso noto di aver messo in moto la macchina dei decreti ingiuntivi per le somme dovute ai dipendenti, dai mille ai 6mila euro, inoltre i lavoratori hanno avviato le impugnative per poter inoltrare il ricorso al Tribunale di Teramo. "Qualora il giudice si dichiarerà favorevole al risarcimento – ha spiegato Monia Pecorale – per la Provincia di profila un risarcimento che supera i 2milioni di euro. Un dissesto per cui non occorrerà nemmeno più una legge per l’abolizione delle Province". Cgil e Cisl chiedono di riaprire subito il tavolo di concertazione con i sindacati e intanto spiegano i passaggi legali che da qui ai prossimi giorni si svilupperanno. Il pool di avvocati ha notificato un ricorso in autotutela per verificare la legittimità degli ultimi avvisi pubblicati dlla Provincia. "Come è possibile che a dicembre non c’era liquidità per permettere il riaffidamento del servizio e oggi si pubblicano nuovi avvisi senza fondi?. Non si creano in questo modo nuovi precari?" Dubbi solleva infine la Pecorale su alcuni giovani del Servizio Civile che verrebbero impiegati per i servizi di Teramo Lavoro. "Una situazione inaccettabile e che verificheremo fino a interessare l’ispettorato del lavoro".

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