La neonata uccisa da un'asfissia durante il parto

TERAMO – E’ stata con tutta probabilità un’"asfissia intra partum" la causa del decesso della neonata, primogenita di una coppia di giovani teramani, morta circa tre ore dopo essere venuta alla luce nella notte tra martedì e mercoledì scorsi nel reparto di ostetricia dell’ospedale Mazzini di Teramo. E’ la prima indicazione fornita dall’autopsia eseguita nel pomeriggio di oggi dalla dottoressa Emanuela Turillazzi, dell’Istituto di medicina legale dell’Università di Foggia, assistita dal professor Pantaleo Greco, ordinario di ginecologia dell’azienda ospedaliera universitaria foggiana. La piccola ha sofferto un critico quadro clinico nella fase del parto, eseguito con la tecnica del cesareo da parte dell’equipe di ostetricia teramana: un quadro clinico caratterizzato da forte acidosi metabolica, precipitato circa tre ore dopo la nascita, mentre la neonata stava per essere caricata sull’eliambulanza che l’avrebbe trasferita all’ospedale dell’Aquila, verso la terapia intensiva neonatale. All’esame autoptico hanno assistito anche altri consulenti di parte, nominati non solo dai genitori ma anche dai sette, tra medici ed infermieri, che sono stati raggiunti da un avviso di garanzia per omicidio colposo, firmato dal sostituto procuratore Stefano Giovagnoni che ha aperto un fascicolo d’indagine sulla tragica vicenda. I medici e i paramedici indagati non sono soltanto componenti dell’equipe, ovvero ginecologo e ostretica, che hanno assistito al parto la mamma 27enne, ma anche rianimatore, pediatra e ginecologo di famiglia: il magisrato ha voluto cioè allargare il campo dell’indagine, alla ricerca di un chiarimento sulle eventuali responsabilità nella morte della piccola.

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