Ponte Stregone, Ronchi attacca l'Anas: «Prima gli altri lavori»

CIVITELLA – Si avvicina Pasqua e, con essa, l’annunciata chiusura del Ponte Stregione sulla statale 81 tra Teramo e Ascoli; una chiusura a tempo indeterminato, considerata la consistenza dei lavori e soprattutto l’avvio di interventi come la demolizione delle spalle laterali, secondo quanto reso noto dall’Anas nella recente riunione in prefettura. Chi sulla vicenda non molla la presa è il sindaco di Civitella Del Tronto, Gaetano Luca Ronchi, il quale pungola l’azienda nazionale delle strade affinchè dia certezze e non provochi successivi disagi con ritardi sui tempi e sulla consistenza dei lavori. Ronchi chiede ad esempio che l’Anas provveda prima a dare risposta su una serie di intoppi che si sono registrati nell’iter della ristrutturazione del ponte: cioè se «tutte le problematiche sino ad ora insorte, note e non note (pagamenti impresa esecutrice, rinvenimenti archeologici, tubazioni metano, tubazioni acquedotto, cavi fastweb ecc.), siano state già risolte o se vi sia il rischio che tali emergenze possano produrre ulteriori e non più ammissibili ritardi». Ma Ronchi chiede che l’Anas effettui prima gli interventi sulle altre opere viarie della zona, come il viadotto Monte Santo ecc.),  considerato che la eventuale esecuzione di tali ultime attività, successivamente al completamento del ponte, renderebbe di fatto inservibile il nuovo tracciato». Ma soprattutto Ronchi chiede che l’Anas controlli che i lavori vengano eseguiti senza interruzioni, non come accaduto nelle scorse settimane quando il transito era bloccato e sul ponte nessuno a lavorare. «Sei mesi di interruzione del flusso di traffico – afferma Ronchi – sono pesanti da sopportare: l’Anas deve risponderci invece di lasciare inevase le nostre domande. Se ciò perdurerà, annunciano da adesso una manifestazione pacifica all’Aquila sotto la sede dell’Anas. Saremo presenti con una delegazione del comitato cittadino qui costituitosi e chiameremo a raccolta tutte le forze che hanno a cuore gli interessi del nostro territorio». 

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