Demografia, in dieci anni l'Abruzzo ha perso più di 37mila unità

TERAMO – L’Istituto Nazionale di Statistica ha recentemente messo a disposizione i dati definitivi del 15esimo Censimento della popolazione di ciascuno degli 8.092 comuni italiani. L’Abruzzo, per effetto del censimento 2011, alla data del 9/10/11 ha visto passare la popolazione da 1.344.529 unita’ a 1.317.309 subendo cosi’, una riduzione di 37.220 unita’ pari al -2,77%, valore questo peggiore del -2,22% italiano. A livello nazionale la popolazione e’ passata da 60.785.753 a 59.433.744. In tutte le province abruzzesi – secondo il ricercatore Aldo Ronci – le rettifiche dovute al censimento hanno determinato riduzione della popolazione: L’Aquila -11.929, Teramo -6.391, Pescara -9.460 e Chieti -9.440. La popolazione abruzzese e’ passata da 1.262.392 abitanti del 21.10.01 a 1.307.309 del 9.10.11 registrando un incremento di 44.917 abitanti. Nei dieci anni che vanno dal censimento 2001 a quello 2011 la crescita della popolazione abruzzese e’ stata del 3,56% contro una crescita media nazionale del 4,28%. Le liste anagrafiche comunali negli stessi dieci anni davano per l’Abruzzo una crescita del 6,16% e per l’Italia del 6,71%. La modesta crescita della popolazione abruzzese tra i due censimenti e’ caratterizzata da un’ impetuosa crescita nella provincia di Pescara con 19.180 abitanti in piu’ e in quella di Teramo con 18.938 e da un incremento piu’ modesto nella provincia di Chieti +5.880 e da una mancata crescita in quella dell’Aquila +919, che evita la flessione grazie all’incremento della citta’ di Avezzano che registra 2.407 abitanti in piu’. L’Abruzzo e’ una regione tra le piu’ montuose dell’Italia. La causa che determina sia la minor crescita della popolazione abruzzese rispetto a quella nazionale sia la diversa crescita delle province, e’ dovuta al fatto che la nostra regione ha, da un lato il 71% del territorio occupato da comuni montani nei quali risiede appena il 30% della popolazione (396.090 abitanti) che continua a diminuire , dall’altro ha il 29% del suolo occupato da comuni costieri dove risiede il 70% della popolazione (911.219 abitanti) che cresce velocemente. Tra i due censimenti l’Abruzzo costiero cresce di 49.979 unita’ mentre quello montano decresce di 5.062 In valori percentuali l’Abruzzo costiero cresce del 5,80% ad un ritmo superiore a quello italiano (4,28%), dall’altro il territorio montano invece subisce una flessione dell’1,26%. I due territori presentano una forbice che tende a divaricarsi sempre di piu’. Tra il censimento 2001 e quello 2011 l’Abruzzo cresce poco ed evita risultati peggiori grazie al boom di sette comuni costieri che segnano tutti incrementi superiori a 2000 unita’: Montesilvano +9.713, Spoltore +3.149, Citta’ Sant’angelo +2427, Vasto +3.385, San Giovanni Teatino +2.685, Tortoreto +2.606, Martinsicuro +2.056. Questi sette comuni nel loro insieme registrano una crescita di 26.021 unita’ pari al 58% della crescita abruzzese pari a 44.917. Tra il censimento 2001 e quello 2011 la crescita della popolazione abruzzese si realizza esclusivamente sulla costa e si concentra nei sette comuni limitrofi alla citta’ di Pescara: Montesilvano, Spoltore, Citta’ Sant’angelo, Silvi, Cepagatti, Manoppello, San Giovanni Teatino e Francavilla. Questi comuni tra i due censimenti hanno segnato una crescita di 22.553 unita’ che rappresenta il 50% di quella regionale pari a 44.917. Questa dinamica – osserva Ronci – si spiega con il fatto che Pescara ha raggiunto una densita’ abitativa altissima (3.650 abitanti per Kmq a fronte di 1.290 di Roma) ed ha limitate possibilita’ di sviluppo urbanistico ragion per cui la prorompente crescita della popolazione si diffonde nei comuni limitrofi. Si sta, di fatto, creando l’area metropolitana di Pescara (citta’ diffusa) che conta una popolazione di 269.931 su una superficie di 461 Kmq per cui sul 4% del territorio si concentra il 21% della popolazione abruzzese.

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