Scoperta la 'batteria' dei colpi in banca, una donna tra i capi

TERAMO – Quattro campani, ritenuti dei professionisti delle rapine, e una donna tra di loro con un ruolo di primo piano: sono la "batteria" che i carabinieri di Teramo e Alba Adriatica ha smascherato, arrestandoli nelle ultime ore in tre diverse zone dell’Italia, in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip Domenico Canosa, su richiesta del pm Irene Scordamaglia. Sono tuti napoletani: Gennaro Russo, 40 anni, una condanna a 15 anni per omicidio, è stato rintracciato ad Afragola, Lorenzo Ciardi (38), è detenuto nel carcere di Padova, Rosaria Otranto (40), è ristretta nel penitenziario femminile di Pozzuoli; nel pomeriggio è stato rintracciato anche il basista, colui che non ha partecipato agli assalti armati ma ha fornito il proprio appartamento, a Martinsicuro, come rifugio: è Antonio Granato, napoletano di 36 anni. Proprio la donna viene descritta coma una specie di Bonnie dal fare deciso e brusco: era lei parte attiva del commando che nel mese di genaio ha messo a segno tre colpi in Val Vibrata, alla Carisap di Tortoreto (4 gennaio, 35mila euro di bottino), alla Bance Sella di Alba Adriatica (16 gennaio, 20mila euro) e alla Tercas di Corropoli (25 gennaio, 67mila euro). I tre hanno sempre mostrato grande professionalità e capacità di agire in perfetta sintonia e sicurezza. Come hanno sottolineato i capitani Nazario Giuliani e Pompeo Quagliozzi, comandanti rispettivamente del reparto operativo di Teramo e della compagnia di Alba, i rapinatori facevano sopralluoghi mattutini nelle banche che avrebbero rapoinato nel primo pomeriggio, cercando il contatto verbale con gli impiegati per informazioni, conoscendo i tempi delle aperture delle casse continue e delle casseforti; armati di taglierino di grosse dimensioni, saltavano i detector dei bussolotti di ingresso e con grande sicurezza gestivano il sequestrio di impiegati e clienti, per una durata consistente, dalla mezzora ai 40 minuti – e per questo motivo viene contestato loro anche il sequestro di persona -. La fuga non avveniva con auto rubate o ‘pulite’, semplicemente con macchine prese a noleggio in Campania da terzi prestanome, e il dopo-rapina veniva trascorso nell’appartamento di Martinsicuro. Questo modus operandi i militari lo hanno riscontrato anche in altre rapine verificatesi in diverse zone dell’Italia e grazie alla sinergia con altri comandi carabinieri, non è escluso che nelle prossime ore arrivino sviluppi importanti dalle indagini.

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