L'eccidio di Cartecchio, martirio indimenticato

TERAMO – Il 13 aprile del 1944 per la città di Teramo è una data da non dimenticare. Ricorda l’eccidio, ad opera dei fascisti, dei detenuti partigiani Erminio Castelli, Elio De Cupis e Sergio Gucchierato, prelevati dal carcere di Sant’Agostino e fucilati nei pressi del cimitero di Cartecchio. Anche quest’anno la sezione di Teramo “Manfredo Mobili” dell’Associazione nazionale partigiani – in collaborazione con il Comune di Teramo e la Provincia di Teramo, medaglia d’Oro della Resistenza – ha celebrato la ricorrenza, con grande e commovente partecipazione, in piazza Sant’Agostino. Alla presenza di circa 150 studenti delle scuole medie e superiori del Liceo "Milli", della Media Savini e dell’Istituto Di Poppa, dove oggi c’è l’Archivio di Stato ma dove allora c’era il carcere di Sant’Agostino, i gonfaloni istituzionali del Comune e della Provincia hanno onorato il sacrificio dei tre martiri, alla presenza dei nipoti di Erminio Castelli, Bruno ed Enzo. Dal segretario provinciale Anpi, Mirko De Berardinis, il saluto ai partigiani presenti, Mario De Nigris e Salvatore Tirabovi, all’Istituto Nazionale del Nastro Azzurro, all’Associazione Nazionale Alpini, alla CGIL, a Teramo Nostra e ai Compagni della Sezione ANPI di Montorio al Vomano. Tra i presenti, oltre al sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, anche il presidente della Sezione teramana dell’Anpi, Antonio Topitti, l’assessore provinciale Elicio Romandini e il Presidente dell’Anpi di Montorio, Dino Mazza. Il discorso di conclusione della cerimonia è stata affidata alle parole di Antonio Franchi, presidente provinciale dell’Anpi.

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