Ucciso dopo una lite a cena: fermato l'assassino. FOTO e VIDEO

ALBA ADRIATICA – Un uomo di 72 anni, Gabriele Di Clemente, giardiniere, è stato ucciso questa mattina poco dopo le 9:30 in un appartamento di via Volturno, a Villa Fiore di Alba Adriatica. Sul suo corpo i segni di alcune coltellate. Sul posto oltre al personale di soccorso del 118 sono intervenuti anche i carabinieri del nucleo operativo di Alba e del reparto operativo di Teramo e il magistrato di turno, Bruno Auriemma."omicidio

Fermato il presunto assassino. La svolta nella tarda mattinata: su disposizione del pm Auriemma è stato posto in stato di fermo di polizia giudiziaria Andrea Marsili, 43 anni del posto, con precedenti per reati contro il patrimonio e negli stupefacenti. L’accusa è di omicidio volontario aggravato. Determinante è stata la collaborazione dei vicinii e dei famigliari del fermato che hanno riferito di averlo visto rincasare nella notte con i vestiti sporchi di sangue. Marsili aveva partecipato a una cena con la vittima, assieme ad un’altra coppia. Una serata cometante altre trascorsa in allegria e spensieratezza. Nulla faceva presagire della tragedia imminente. La coppia di amici è andata via e Di Clemente è rimasto solo con Marsili: un bicchiere tira l’altro, una parola grossa, una battuta pesante in più e scoppia la violenta discussione. Il più giovane impugna il coltello che aveva con sè e sgozza l’anziano, infierendo poi su di lui. Lo lascia agonizzante e rincasa, mettendosi a letto.

La scena del delitto. A trovare il cadavere è stato il vicino della vittima, un operaio romeno che occupa l’altro dei due appartamenti del condominio di via Volturno 2 abitati. Una volta sul pianerottolo questa mattina, ha notato le chiazze di sangue e ha visto la porta della casa del "omicidiogiardiniere socchiusa: l’ha aperta e ha visto il sangue dappertutto, come in un macello. Spaventato, non è entrato ma ha avvertito i carabinieri. Sono stati gli uomin della stazione e del nucleo operativo della compagnia di Alba a trovare Di Clemente nel soggiorno, in un lago di sangue, la luce della stanza ancora accesa. L’arma del delitto, un coltello ‘svizzero’, di quelli multiuso, era accanto al cadevere massacrato.

Chi è la vittima. Gabriele Di Clemente, soprannominato ‘il giardiniere’ per i lavoretti che svolgeva, era conosciuto come persona mite e benvoluta da tutti, soprattutto nel vicinato. Si muoveva sempre con il suo ‘tre ruote’ pieno di attrezzi di lavoro e viveva da solo, da quando la moglie si era separata da lui. Aveva tre figli, Andrea, Franco e Daniele, oggi accanto alla madre sul luogo del delitto. Di Clemente in questi giorni era convalescente dopo una operazione di cataratta ad un occhio."omicidio

Le indagini. Non aveva nemici, insomma, nè era potizzabile che qualcuno volesse ucciderlo. La scena del delitto aveva fatto pensare a un omicidio d’impeto, di un assassino determinato, arrabbiato, feroce: ha infierito sul corpo della vittima con più coltellate, con modalità cioè da raptus di rabbia. Il medico legale non è stato in grado di stabilire con quanti colpi chi lo ha ucciso abbia infierito, servirà a questo l’autopsia in programma domani da parte dell’anatomo-patologo, Giuseppe Sciarra.

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