E' rivolta nel Pd, i giovani: «Ci sospendiamo dalle cariche»

TERAMO – Si vergognano i giovani del Partito democratico «di fronte al comportamento dei dirigenti del Partito Democratico» in questi giorni. E si sospendono da tutte le cariche ricoperte all’interno del partito. Lo hanno sottoscritto in un documento, Matteo Sabini, della Direzione provinciale Pd e Segretario provinciale Gd, Mirko Rossi, Segretario Gd di Mosciano Sant’Angelo,  Fabrice Ruffini del Direttivo circolo Colleranesco Case di Trento e del coordinamento comunale di Giulianova, Giacinta Marseglia, Segretaria Gd di Teramo, Gian Luigi Core, Segretario Gd di Gulianova, Francesco Tribuiani del Circolo Pd di Giulianova e della Segreteria regionale Gd e Mauro Falini, Segretario Pd di Giulianova Lido e iscritto Gd. Un movimento tellurico della base giovanile del Partito, quello votato al rinnovamento dunque, tradito «dall’autoconservazione al rinnovamento» della classe dirigente, come loro dicono «senza distinzione tra renziani e bersaniani». «La dirigenza nazionale del Partito Democratico sembra sorda di fronte le necessità le richieste dei cittadini, si è persa in decisioni inappropriate scaturite da vecchie e becere logiche partitiche, che gli elettori hanno chiaramente bocciato il 24 e 25 febbraio scorso – scrivono -. Prima l’intesa con il Pdl, senza per altro aver prima verificato che ci fosse l’accordo all’interno del Partito, sul nome di Marini: una candidatura che non aveva già passato il vaglio dei nostri cittadini abruzzesi due mesi fa. Poi, dopo l’inizio dello psicodramma e la prima figuraccia che aveva spaccato il Partito, una parte dei deputati ha deciso di accoltellare Romano Prodi, uno degli uomini più autorevoli del centrosinistra. Con la sua eliminazione, non solo si sono accentuate le spaccature all’interno del PD e con la coalizione, ma, soprattutto, si è ripiegati su un accordo che sottende un nuovo governo di grandi intese con Monti, Maroni e Berlusconi: nuovamente (questa volta con l’aggiunta della Lega) si ripresenta quella “strana maggioranza” che ha raccolto ben pochi frutti in un anno». Per i Giovani democratici teramani, la dirigenza ha colelzionato un fallimento totale «che avrà effetti devastanti sulla pelle dei cittadini. Non ci vergogniamo soltanto per il fatto che ormai non c’è più un Pd, non c’è più la coalizione di centrosinistra e perché abbiamo perso la fiducia di milioni di cittadini che non ce la daranno più; ci vergogniamo soprattutto perché la nostra intera classe dirigente (senza distinzioni tra renziani e bersaniani, dato che tutti hanno votato Napolitano e l’accordo sottostante) ha nuovamente scelto l’autoconservazione al rinnovamento, riconsegnando le chiavi del Paese a Berlusconi e facendo scontare gli effetti di questa scellerata scelta a noi cittadini».

Da Giulianova «mai col Pdl». E’ il messaggio che arriva dai giovani democratici di Giulianova, che hanno
affisso un cartello sulla sede della sezione Pd. «Totale contrrarietà rispetto alle scelte prese dal Partito democratico durante l’elezione del Presidente della Repubblica. Un partito che in queste convulse giornate si è dimostrato incapace di recepire il messaggio di cambiamento che le persone ci esprimono quotidianamente diventando ostaggio di logiche figlie di un vecchio modo di intendere e di fare politica attenta più che altro a ad accontentare le richieste di questo o quell’altro capo corrente anziché fare una ragionamento politico, con la P maiuscola volto a fare il bene di un Paese che dice di voler governare». I Giovani democratici di Giulianova esprimono pubblicamente la loro volontà di prendere le distanze dalla linea politica miope adottata dal Partito democratico a livello nazionale «convinti altresì nel portare avanti la nostra “battaglia” di cambiamento e di rinnovamento necessaria per il futuro di questo partito e di questo paese».

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