Quagliariello, da "saggio" a Ministro delle Riforme

TERAMO – "Non vorrei peccare di presunzione, ma per tutta la campagna elettorale ho ripetuto che Gaetano Quagliariello sarebbe stato un valore aggiunto per l’Abruzzo, anche se non è nato in Abruzzo è abruzzese di adozione e rappresenterà degnamente la nostra regione all’interno del governo". Così il coordinatore regionale e deputato del Pdl, Filippo Piccone, ha commentato la nomina del senatore Gaetano Quagliariello eletto nella circoscrizione abruzzese, alla carica di Ministro per le Riforme costituzionali. "L’ho ripetuto per tutta la campagna elettorale ed ora il mio pensiero si è avverato", ha continuato Piccone, il quale, comunque, ha sottolineato anche che attende un’altra nomina abruzzese alla carica di sottosegretario. "Auspico che il Pdl possa esprimere anche un sottosegretario per l’Abruzzo, in modo da lavorare su altri temi per completare il quadro". Il nome di Gaetano Quagliariello, eletto in Abruzzo, e’ stato accostato al governo Letta da prima ancora che si parlasse del vicesegretario del pd quale possibile presidente del consiglio. Piu’ precisamente, da quando Giorgio Napolitano lo ha nominato nel gruppo dei saggi chiamati a occuparsi di riforme. Nato a Napoli nel 1960 ma cresciuto a Bari, dove suo padre Ernesto e’ stato rettore dell’universita’, Gaetano Quagliariello si iscrive giovanissimo al Partito Radicale di cui diventa segretario cittadino e poi vicesegretario nazionale. Sul suo blog dice di aver "sempre respirato, in famiglia, lo spirito delle idee liberali" che furono del padre di cui ripercorre anche le orme intraprendendo la carriera universitaria. Nel frattempo inizia la sua attivita’ politica con i radicali. Nel 1994, ‘sedotto’ dalla rivoluzione liberale di Silvio Berlusconi, Quagliariello lascia i Radicali e aderisce a Forza Italia. Per diversi anni la sua militanza politica avviene lontano dal Parlamento, e nel frattempo diventa professore ordinario di Storia Contemporanea alla Luiss. La nuova svolta arriva nel 2001, quando Marcello Pera, eletto presidente del Senato, lo chiama come consigliere culturale a Palazzo Madama. Entra nelle liste di Forza Italia alle elezioni del 2006 e viene eletto senatore divenendo membro della Commissione Affari Costituzionali. Rieletto nel 2008, viene nominato vicecapogruppo del Pdl al Senato e membro della Commissione Giustizia. Rieletto nel 2013, viene fatto il suo nome come possibile candidato alla Presidenza del Senato. Scelta Civica lo appoggerebbe, ma il Pdl preferisce insistere su Renato Schifani. Arriva pero’ la chiamata dal Quirinale come "saggio" e gli si spalancano le porte del Ministero per le Riforme.

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