Bilancio: nelle casse comunali 3,6 milioni in meno ma nessun anticipo di tesoreria

TERAMO – Quanto “costerà” la sospensione dell’Imu sulla prima casa alle casse del Comune? Ben 3,6 milioni di euro, secondo la stima stilata dall’Ente. Una cifra di non poco conto, visto e considerato che in piazza Orsini l’espressione “spending review” è ormai la più utilizzata da tutti i settori. Intanto l’assessore Alfonso Di Sabatino Martina si trova alle prese con la chiusura del Bilancio di previsione, che dovrà essere pronto entro il 16 giugno, anche se, afferma Di Sabatino Martina «speriamo in una proroga». E’ stato scongiurato, invece, il ricorso all’antcipazione di cassa, una misura considerata "estrema", una sorta di fido, da 4 milioni circa di euro, che il Comune ha presso la Tercas di cui finora il Comune è sempre riuscito a fare a meno. Ma, soprattutto, in Comune tutti sperano che, da parte dello Stato, ci sia una forma di ristoro per questi minori introiti. «Finora – afferma l’assessore – non ci è stato comunicato né come né quando ci sarà, al momento abbiamo sentito parlare solo di maggiore elasticità sugli anticipi di tesoreria, ma questo sarebbe solo un palliativo». Nel frattempo la scure della spending review si abbatte sugli affitti passivi, ossia sui locali in cui il Comune paga una quota mensile: il trasferimento dell’Urp da piazza Orsini a via Nicola Palma non resterà un caso isolato. «Dovremo contenere le spese anche per quanto riguarda la sede di via della Banca, quella di via Irelli e quella di piazzale San Francesco – annuncia l’assessore – ma stiamo effettuando una revisione della spesa anche sulle utenze. Gli affitti attivi, da cui il Comune ricava circa 400 mila euro annui, saranno ritoccati una volta che scadranno i contratti, questo non vale però per gli alloggi Erp, ossia di Edilizia residenziale pubblica».

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