Parte da Teramo la protesta dei nefropatici

TERAMO – Parte da Teramo la protesta dei nefropatici abruzzesi contro i tagli che il governo regionale ha stabilito, dal 2011, al sussidio mensile di circa 129 euro. Una protesta sostenuta dall’Aned, l’associazione che difende i diritti degli emodializzati, e dal consigliere comunale di Città di virtù Valdo Di Bonaventura. «La decisione di sospendere questi contributi – afferma Di Bonaventura – fu presa dall’allora commissario Redigolo in un momento di particolare difficoltà della sanità abruzzese, ed era inserita nel Piano di risanamento. Oggi queste necessità sono superate, ed è giusto ristabilire il sussidio almeno per le famiglie con un reddito basso». In Abruzzo sono circa 2 mila i dializzati. «A Teramo ce ne sono circa 70 – spiega Eleonora Corona, segretario regionale Aned – di cui 66 cronici e 4 iniziali, 14 sono quelli che fanno la dialisi a casa, da gennaio a maggio sono stati 6 i trapianti effettuati a L’Aquila. Il centro dialisi di Teramo ha in cura 24 trapiantati, i ricoveri annuali sono circa 1600». Ad essere abolito è stato anche il rimborso una tantum, di circa 2200 euro, per chi subisce un trapianto. «Purtroppo – conclude Sabatino Bessone, delegato Aned Teramo – le spese da sostenere per noi trapiantati sono molte, a cominciare dalle visite annuali di controllo da fare presso l’ospedale in cui si è stati operati. Il contributo regionale era un aiuto pratico, ma anche un segnale di vicinanza da parte delle istituzioni». I dializzati continueranno a raccogliere firme sia a Teramo che negli altri capoluoghi abruzzesi. 

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