Il Consiglio regionale abruzzese è il più prolifico d'Italia

TERAMO – Il Consiglio regionale abruzzese è il più prolifico d’Italia. Sono 3.356 le leggi
approvate dal 1972 al 31 dicembre 2012 dal Consiglio regionale, un dato che vede la nostra regione al primo posto in tutta Italia. Seguono la Toscana con 3.035 leggi e la Sicilia con 3.022 leggi promulgate. «Il legislatore regionale per alleggerire e razionalizzare il corpus legislativo – ha osservato il Presidente del consiglio regionale Nazario Pagano, spiegando oggi i dati del Rapporto sullo  stato della legislazione della IX Legislatura – ha avviato nel corso degli anni un’attività di riordino attraverso l’abrogazione espressa di 384 leggi oltre all’introduzione di strumenti per monitorare l’efficacia delle norme e migliorare la qualità della normazione».  Pagano annuncia anche l’intenzione di intervenire, a breve, con un provvedimento legislativo con l’obiettivo di abrogare norme considerate desuete. Al 31 dicembre 2012, in Abruzzo risultano vigenti 2.972 leggi regionali. Il 2012 è stato anche l’anno più  fecondo per il legislatore regionale: sono stati presentati 134 progetti di legge, a fronte dei 495 depositati nel corso della legislatura (i Consiglieri regionali hanno presentato in totale
375 progetti di legge, mentre la Giunta regionale 120). Su 375 progetti di legge d’iniziativa consiliare, 162 appartengono alla maggioranza, mentre 174 sono di iniziativa della minoranza e 39 sono di origine "bipartisan". Nei primi quattro anni della IX Legislatura il Consiglio regionale ha approvato 210 leggi con una media di 4,4 leggi per mese. Per quanto riguarda il contenzioso legislativo, la Regione Abruzzo si attesta al decimo posto: nell’anno 2012 sono state impugnate il 18% delle 72 leggi approvate. «Nei primi quattro anni della IX
Legislatura su 210 leggi approvate – sottolinea  Pagano – sono state impugnate dal Governo, in via principale, 37 leggi regionali con una percentuale pari al 18%. Purtroppo, molte di queste iniziative del Governo riguardano leggi che regolano la materia del personale degli enti regionali».

 

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