Sanitopoli, il processo alle battute finali

TERAMO – A quasi cinque anni dall’arresto dell’allora presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco si avvia a conclusione il processo di primo grado relativo all’inchiesta "Sanitopoli", su presunte tangenti nella sanità privata abruzzese, che il 14 luglio 2008 travolse la Giunta regionale, portando l’Abruzzo a elezioni anticipate. Oltre a Del Turco finirono agli arresti assessori, consiglieri regionali e manager pubblici e privati. Lunedì prossimo 10 giugno in Tribunale a Pescara prenderà il via la discussione delle parti, con la requisitoria dei pm Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio, i quali, insieme all’ex procuratore capo di Pescara Nicola Trifuoggi, hanno coordinato le indagini. La requisitoria proseguirà il 12 e si concluderà con le varie richieste. Il 17 giugno la parola ai legali delle parti civili, dei responsabili civili e delle società imputate. Il 26 giugno cominceranno gli interventi degli avvocati della difesa. La sentenza è prevista per il 19 luglio. Sono 25 le persone a dover essere giudicate per accuse che vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione, all’abuso, alla concussione, al falso, alla truffa. Fra loro l’ex patron della casa di cura privata "Villa Pini", Vincenzo Maria Angelini, "il grande accusatore": dalle sue rivelazioni ebbe inizio la vicenda. Fu proprio l’imprenditore, che nel processo è sia imputato sia parte lesa, a dichiarare ai magistrati di aver pagato tangenti per circa 15 milioni di euro, in cambio di agevolazioni, ad alcuni amministratori pubblici regionali di centrosinistra e di centrodestra. E fu sempre lui a fare il nome di Del Turco come beneficiario di tangenti. Nell’ambito del procedimento è stato già assolto con rito abbreviato l’ex presidente della Regione Giovanni Pace. Assoluzione contro la quale, però, la Procura ha presentato appello.

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