Funerali di Silvino, Casini: «Non ha mai chiesto nulla per sè» / FOTO

TERAMO – C’erano circa 200 pesone ad attendere il feretro di Lino Silvino all’uscita della sua abitazione in via Insorti di Bosco Martese al Piano della Lenta, quando la salma è stata mossa verso la cerimonia funebre. Ad accompagnarla c’era anche il leader dell’Udc, l’ex presidente della Camera, Pierferdinando Casini, arrivato poco prima delle 16 per porgere il suo saluto in forma privata "all’amico Lino": Casini, che si trovava in compagnia di Enrico Di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti, del vicepresidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis e del vicesindaco di Teramo, Alfonso Di Sabatino Martina, ha assistito con commozione alla chiusura della bara e si è intrattenuto con il fratello dell’ex assessore e fedele "partigiano democristiano", Luciano e le nipoti. «Se ce ne fossero di più cone Lino Silvino – ha detto Casini al passaggio del feretro in strada – credo che la politica non avrebbe il problema di farsi capire dalla gente. Ha fatto tanto per questa città, con generosità, con umiltà, senza chiedere mai nulla per sè». Al corteo che ha percorso i circa trecento metri che separano l’abitazione dalla nuova chiesa del quartiere, lungo via Gambacorta, Silone e Gemma Marconi, si è aggiunto anche il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, allungando la lunga fila di politici ed ex amministratori presenti all’ultimo saluto per Silvino: l’ex sindaco Antonio Gatti con il figlio Paolo, assessore regionale al Lavoro, l’amico sindaco di Campli, Gabriele Giovannini, il presidente della Provincia Valter Catarra, l’assessore comunale Guido Campana, il consigliere regionale Antonio Menna, il presidente dell’Arpa, Mario Amicone, l’ex presidente Tercas, Lino Nisii, l’attuale della Banca dell’Adriatico Giandomenico Di Sante, l’assessore regionale Mauro Di Dalmazio, l’onorevole Paolo Tancredi, l’onorevole Carla Castellani, l’onorevole Tommaso Ginoble, il presidente regionale del Pd Manola Di Pasquale, il capogruppo regionale Pdl, Lanfranco Venturoni e tantissimi consiglieri comunali.

Il parroco: «Di recente si era sentito dimenticato»
I funerali sono stati celebrati da don Antonio Ginaldi, che ha ricordato la figura di Lino Silvino, lanciando però anche una stoccata a quanti, nell’ultimo periodo, non gli sono stati abbastanza vicini. «Lino è stata una persona importante per Teramo, ma anche per il Comune di Campli, dove ha collaborato negli ultimi anni – ha ricordato il parroco –, come testimoniano le tante autorità presenti oggi. Ha vissuto per la politica e, nonostante i suoi molti incarichi, ha sempre mantenuto uno stile di vita semplice, senza mai esagerare. Si è dato da fare per tanti, ma negli ultimi tempi, all’amarezza della malattia, si è unita anche la delusione, di essere stato, utilizzo una parola forse forte, dimenticato. Se tutti voi che siete qui presenti oggi aveste fatto sentire di più la vostra vicinanza a Lino, lo avreste aiutato ad affrontare meglio la condizione della malattia. Lino ha fatto molto anche per Piano della Lenta, a volte lo abbiamo criticato, giudicato, ma questo fa parte della sua e della nostra umanità, lo ringrazio a nome della parrocchia, perché è sempre stata una persona in grado di dare, senza chiedere. Si è spento nel modo in cui tutti vorremmo spegnerci, circondato dall’amore e dall’affetto della sua famiglia, che gli è sempre stata vicino». 

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