Elezioni, il gioco delle date nel centrosinistra che cerca candidati

TERAMO – Si smitizza l’idea che il centrodestra punti a svolgere le elezioni regionali in primavera e che il centrosinistra voglia invece anticipare la competizione elettorale. In realtà mentre la coalizione di Chiodi sta definendo le candidature e sta spingendo per anticipare il voto a novembre, l’opposizione punta a “guadagnare tempo” per rafforzare la corsa del suo “cavallo” migliore, Luciano D’Alfonso. Il Pd ha bisogno di tempo per lavorare a una compattezza che al momento non c’è. Infatti l’anima più a sinistra della coalizione, incarnata da Carlo Costantini, non è intenzionata ad appoggiare D’Alfonso e preferirebbe invece puntare su figure del calibro di Lolli e Legnini. Un nodo che potrebbe sciogliersi solo con le primarie: ma per organizzarle non ci sarebbero i margini di tempo sufficienti nel caso si votasse a novembre. Mese su cui sembra invece voglia proprio puntare il Pdl: sia per evitare di arrivare al voto della Finaziaria (che offrirebbe il fianco a nuove spaccature interne pronte a infiammarsi in campagna elettorale sui fondi da distribuire ai territori), sia per giocare in contropiede con Luciano D’Alfonso (a cui va concesso meno tempo a disposizione anche sul fronte degli sviluppi delle inchieste gioudiziarie in cui è coinvolto: aspettare le sentenze in appello potrebbe costituire per il Pd una ragione di opportunità valida a non candidarlo). Intanto a livello locale gli aspiranti candidati del centrosinistra scalpitano. I sindaci Pd della costa, se vogliono candidarsi in caso di elezioni a novembre, devono dimettersi entro il 14 luglio. Questo significherebbe commissariare i Comuni, dunque ingessarli, in piena stagione estiva, il che si traduce nel perdere consensi per riproporsi alle amministrative alla poltrona di sindaco. Votare in primavera sembra dunque essere la soluzione per il centrosinistra di presentarsi compatto e di fare scelte maggiormente ponderate. E’ il caso anche della candidatura nel capoluogo teramano di Giovanni Cavallari che non ha ancora sciolto la riserva e che sta lavorando per sondare le potenzialità e i consensi: anche sulla sua decisione incide la candidatura di D’Alfonso. Se il partito si presenta compatto, è facile pensare che ci sia una convergenza sul suo nome anche a Teramo; se invece il Pd si spacca su altre figure come Legnini o Lolli è pensabile che anche nel capoluogo possano nascere divisioni che potrebbero indurre il “volenteroso Cavallari” a fare una passo indietro.

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