Terremoti, due lievi scosse tra L'Aquila e Frosinone

TERAMO – Una nuova lieve scossa di terremoto di magnitudo 2 è stata registrata alle 6:04 al confine tra Lazio e Abruzzo tra le province di Frosinone e dell’Aquila. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e
vulcanologia (Ingv) il sisma ha avuto ipocentro a 14,8 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni ciociari di Gallinaro, Picinisco, San Donato Val di Comino e Settefrati e di quelli aquilani di Opi, Pescasseroli e Villetta Barrea. Non si segnalano danni a cose o persone. Nella stessa zona poco prima, alle 4;24, era stata registrata un’altra scossa di magnitudo 2.3. Intanto nelle Marche ci si interroga se c’é un legame fra lo sciame sismico delle ultime settimane nell’area del Monte Conero e le esplosioni controllate condotte nella stessa zona da personale del Nucleo Difesa della Marina Militare. E’ quanto chiede, dando voce al popolo del web, un consigliere regionale marchigiano del Pdl Enzo Marangoni dopo gli eventi sismici registrati nell’area e avvertiti distintamente anche sulla costa teramana. Il quale sostiene di essere "il primo a voler credere che non esista alcuna correlazione fra gli eventi", ma invita la Marina Militare e la Capitaneria di Porto di Ancona a "chiarire che tipo di ordigni sono stati fatti esplodere". Incrociando i dati sui sismi dell’Ingv con le ordinanze della Capitaneria di porto di Ancona, Marangoni evidenzia che "a 16 miglia (30 km circa) di raggio attorno al medesimo punto di fronte al Conero in cui vengono effettuate non meglio specificate ‘distruzioni di materiale esplosivo in mare’, solo nel periodo che va dal 1 giugno 2012 al 10 giugno 2013 ci sono state 440 scosse (la massima di intensità pari a 2.4 della scala Richter). Nel medesimo periodo (un anno circa) le esplosioni in mare sono avvenute per un totale di 28 giorni". Se "si osserva il periodo che va dal 11 giugno al 31 luglio 2013 (un mese e 20 giorni circa) si sono avuti ben 11 giorni dedicati alle esplosioni in mare nel medesimo punto (latitudine: 43,41 e longitudine 13,30) a 6 chilometri dal porto di Ancona. Le scosse, nel medesimo raggio di mare oggetto dello studio, sono aumentate quei giorni fino ad arrivare al ragguardevole numero di 429, compresa la scossa di magnitudo 4.9 del 21 luglio scorso, che ha creato pochi danni ma tanta paura nei comuni a sud del Conero e ad Ancona". Nell’arco di 13 mesi "le scosse totali sono state circa 870 nel raggio di 16-17 miglia da questa area, teatro di non ben identificate distruzioni di materiale esplosivo". In consiglio regionale si parlerà delle trivellazioni in Adriatico e delle loro possibili connessioni con i terremoti. Marangoni porrà anche il tema degli "eventuali fenomeni di accumulo o concause che potrebbero agire sulle faglie più superficiali poste sotto il mare a pochi chilometri dalle nostre coste".

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