Il fabbro cingalese è morto dissanguato

TERAMO – Due colpi di coltello, dalla lama seghettata, che è passato attraverso gli spazi intercostali trapassando entrambi i lobi inferiori dei due polmoni, recidendo importanti vasi sanguigni. E’ morto dissanguato in pochi istanti Sattambie Ralalage Don Susira Kelum Nanayakkara, il fabbro 30enne cingalese, ucciso dal connazionale Udara Chandima Kolamunnage, sul pianerottolo di casa, a Garrufo di Sant’Omero. lo ha accertato l’autopsia, svolta oggi pomeriggio all’obitorio dell’ospedale di Sant’Omero dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra, e a cui ha preso parte anche il pubblico ministero Bruno Auriemma. Secondo quanto chiarito dall’esame necroscopico, la vittima è stata colpita dal l’alto in basso, mentre era in ginocchio dopo aver ricevuto pugni e calci nella violenta colluttazione. Verosimilmente, il fabbro ha ingaggiato una discussione senza esclusione di colpi con il connazionale vicino di casa, colpendolo a sua volta con un pezzo di legno trovato fuori dell’abitazione, soccombendo. E stato colpito alla schiena mentre era piegato su se stesso, ha avuto la forza di rialzarsi e di cercare riparo in casa, ma è morto dissanguato nel corridoio dell’ingresso, sotto gli occhi della moglie incinta. Quest’ultima domani sarà ascoltata dai carabinieri edel nucleo operativo della compagnia di Alba Adriatica, assieme alla zia della vittima, che era con la donna al momento del delitto. Kolamunnage comparirà invece nell’udienza di convalida dell’arresto mercoledì mattina, dinanzi al gip del tribunale di Teramo, Domenico Canosa.

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