Restyling del centro storico: i commercianti chiedono tempi certi e celeri

TERAMO – Restyling del centro storico: i commercianti si preparano all’incontro con l’amministrazione per condividere il progetto e avanzare le loro richieste. L’amministrazione ha infatti assicurato che a settembre, subito dopo i rientro dalle ferie, si aprirà il tavolo di confronto con i diretti interessati. Il sindaco Maurizio Brucchi e l’assessore ai Lavori pubblici Giorgio Di Giovangiacomo hanno annunciato che i lavori inizieranno il prossimo anno: il progetto definitivo è stato approvato e ha ottenuto anche il nulla osta della Sovrintendenza, tra poco più di un mese ci sarà quello esecutivo. La gara d’appalto dovrebbe partire già ad ottobre, entro febbraio si saprà il nome della ditta esecutrice. Resta da decidere quando far partire il cantiere, se a primavera o in estate. Un aspetto che verrà concordato con i commercianti, che, intanto, lanciano una serie di input.

LO “SPAURACCHIO” DI  PONTE VEZZOLA – Il vero timore dei commercianti è rappresentato dall’incognita tempo: quanto ci vorrà per terminare i lavori che cambieranno il volto del centro storico? «Speriamo che non accada quello che è successo con Ponte Vezzola – è la posizione di Antonio Topitti, titolare della Libreria la Sapienza -: hanno bloccato un intero quartiere per mesi per fare un ponticello, se accadesse una cosa del genere anche qui saremmo rovinati». E’ un coro unanime quello dei commercianti, che chiedono tempi certi: la memoria va al “caso” di piazza Dante, in cui molte attività furono costrette a chiudere in seguito ai lavori per la realizzazione del parcheggio pluripiano, ma anche, a diversi anni fa, quando, durante l’amministrazione Sperandio, ad essere oggetto di restyling fu piazza Martiri. «Ricordo di aver avuto le transenne davanti al mio negozio per sei mesi – afferma Dario Sfoglia, rappresentante della Confcommercio –  sappiamo che sarà dura, ci auguriamo che non ci vada di mezzo anche il Natale, altrimenti per noi sarebbe un dramma. Siamo pronti a sopportare i disagi che il cantiere inevitabilmente ci darà ma speriamo  di poter concordare un cronoprogramma che venga rispettato». La volontà di condividere tempi e progetto è apprezzata dai commercianti: c’è chi, come Giancarlo Da Rui, presidente del Consorzio Shopping in Teramo centro e rappresentante comunale della Confesercenti, suggerisce di fare i “doppi turni”, da 16 ore al giorno, per velocizzare il cantiere. Il consigliere Ezio Torelli (Futuro In) e presidente della Commissione Affari generali propone invece di inserire nel contratto con la ditta delle penali molto alte, per essere sicuri che i tempi vengano rispettati.

MARCIAPIEDI E MERCATO – L’idea di Sfoglia è quella di trasformale un sicuro disagio in un’opportunità: utilizzare il periodo di apertura del cantiere per sperimentare un nuovo assetto del mercato del sabato, spostandolo dai Corsi principali alle vie limitrofe, come via Capuani, via Veneto, via del Vescovado e via della Verdura. «Sono anni che si parla di rivedere la distribuzione delle bancarelle in centro, si potrebbe anche pensare di creare delle zone a tema, dividendole a seconda delle categorie merceologiche». Un’idea che piace anche a Torelli, e alla maggior parte dei commercianti, che ritengono utile l’indotto creato dal mercato anche per i negozi. «E’ importante che il mercato non venga smembrato o spostato dal centro storico», ribadisce Torelli. Intanto la preoccupazione riguarda anche alcuni aspetti “tecnici”. «Ho sentito che verranno eliminati i marciapiedi in Corso San Giorgio, ci dovranno spiegare come faranno quelle attività che hanno degli scalini per accedere all’entrata».

RESTYLING ANCHE PER LE VETRINE –  A lanciare l’idea è il consigliere Torelli: per indorare la pillola dei lavori il Comune potrebbe pubblicare un bando, con fondi regionali, per rimettere a nuovo anche le vetrine dei negozi del centro.  «Questi fondi – conclude Torelli – potrebbero essere utilizzati anche per realizzare attività di marketing e promozione  per organizzare eventi in centro una volta terminati i lavori».  

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