TERAMO – Si è tenuto questa mattina in Prefettura l’incontro richiesto a gran voce dal sindaco di Silvi Gaetano Vallescura a cui hanno preso parte anche i vertici dell’Aca e del Ruzzo. La polemica sollevata da Vallescura riguarda la carenza idrica, che ha messo in fuga decine di turisti: un problema che si ripete ormai da anni e che non può essere considerato un’emergenza contingente. A questo si è aggiunto anche il divieto di balneazione, che rischia di dare il colpo di grazia all’economia turistica della zona. «Ho riscontrato – afferma Vallescura – una grande sensibilità da parte del Prefetto, che ci ha riconvocato a gennaio, per porre le basi per una programmazione efficiente per fare in modo che la prossima estate non si verifichino ancora gli stessi problemi». Vallescura ha anche precisato che il divieto di balneazione riguarda solo un tratto (circa 100 metri nella zona sud, ndr) e che è stato adottato in autotutela. Prima di revocarlo, però, bisognerà comprendere e risolvere le cause. Intanto il vicepresidente del Ruzzo Carlo Ciapanna, presente alla riunione di questa mattina, ha ventilato un’ipotesi per risolvere una volta per tutte il problema di Silvi. «Stiamo aspettando dalla Regione – spiega Ciapanna – l’autorizzazione a prelevare l’acqua dall’invaso di Piaganini, questo permetterà di dare continuità all’erogazione di acqua». Intanto però Ciapanna “boccia” la proposta del sindaco Vallescura di far passare Silvi dall’Aca al Ruzzo. «Non si tratta solo del problema dell’erogazione di acqua – precisa Ciapanna – ma di tutto il servizio idrico integrato, non potremmo occuparci anche delle fognature e della depurazione».
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