All'istitituto "Di Poppa-Rozzi" le manutenzioni le fanno i Rom

TERAMO – Nasce dalla sinergia tra il carcere di Castrogno, l’Ufficio di esecuzione penale esterna, l’Istituto “Di Poppa-Rozzi”, e la Caritas diocesana il progetto “Agroliberi”, finalizzato al recupero di alcuni detenuti che stanno scontando pene alternative. Sono in tutto nove le persone coinvolte nel progetto, di questi cinque sono rom, che svolgono attività di volontariato retribuita e altri quattro, non rom, che invece fanno solo volontariato. I fondi del progetto sono stati erogati grazie ai contributi dell’8 per Mille alla Chiesa. L’attività è iniziata a luglio, e si concluderà ad ottobre. «Queste persone – spiega la preside dell’Istituto Silvia Manetta – hanno svolto un lavoro egregio, sono molto soddisfatta di quanto è stato portato a termine fino ad oggi: si può dire che questo progetto è servito a realizzare quello che avrebbe dovuto fare la Provincia, ossia opere di manutenzione alla scuola, di cui invece finora non abbiamo visto neanche l’ombra». I detenuti si sono occupati infatti di riverniciare delle aule, di sistemare la cantina e diverse mura e hanno anche lavorato alla vigna dell’Istituto, dove si producono diverse varietà di uva. «Questa iniziativa – spiega il responsabile della Caritas don Igor Di Diomede – si inserisce nel quadro più ampio del progetto denominato “Gli uomini si liberano insieme”, in cui abbiamo svolto diverse attività, tra cui anche il sostegno scolastico a bambini di etnia Rom, in cinque Comuni del teramano». Particolarmente toccante è la testimonianza di Guerino Di Giorgio, un rom di 43 anni che ha ringraziato la scuola ed il progetto per avergli permesso di trovare questo piccolo impiego che gli garantisce 600 euro al mese. «Non è vero che non abbiamo voglia di lavorare, purtroppo per noi è ancora più difficile trovare un impiego, metteteci alla prova e vedrete».

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