Via Imu e Tares, rischia di slittare l'approvazione del Bilancio

TERAMO – «Adesso la programmazione va a farsi benedire». Così l’assessore al Bilancio Alfonso Di Sabatino Martina commenta l’abolizione di Imu e Tares, che da gennaio saranno sostituite dalla service tax, che le accorperà, includendo anche altri servizi, come quello delle manutenzioni e dell’illuminazione stradale. «Imu e Tares, in ambito locale – sottolinea Di Sabatino Martina – rappresentano le voci che coprono l’80% del Bilancio comunale, e, nel caso di Teramo, circa 25 milioni di euro, metà della spesa corrente. Anche chi non è un  tecnico comprende, che, viste queste premesse, applicando delle modifiche a questi elementi, si va a scardinare un po’ tutto l’impianto di previsione». In sostanza quindi il Bilancio, che dovrebbe essere approvato a settembre, potrebbe slittare: il Governo, viste le difficoltà che stanno attraversando un po’ tutti i Comuni, ha modificato il termine ultimo di presentazione del documento programmatico al 31 ottobre. «Il mio – afferma Di Sabatino Martina – è un grido d’allarme perché ormai siamo all’improvvisazione -: l’Ici è stata in vigore per 20 anni, e i cittadini si erano anche abituati, così come i Comuni avevano modo di inserire il gettito previsto nel Bilancio di previsione, adesso in due anni sull’Imu è tutto cambiato: avevamo approvato un Regolamento che teneva conto delle diverse casistiche, equilibrato anche dal punto di vista sociale per le agevolazioni che conteneva, stavamo pensando ad un regolamento per la Tares ma adesso è tutto saltato. In quattro anni di mandato non ci era mai successo di non aver approvato il Bilancio prima dell’estate. Adesso attendiamo i regolamenti ed i decreti attuativi su questa service tax, ma, dal punto di vista tecnico e non politico temo che per i cittadini non ci saranno grandi risparmi, potrebbero esserci nel caso che i Comunu applichino  realmente i cosiddetti costi standard, prevedendo un massimale per i costi dei servizi». Intanto il Comune attende con trepidazione di conoscere l’importo del cosiddetto Fondo di riequilibrio che dovrebbe appunto riequilibrare il minore gettito dell’Imu.

 

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