Tares, i sindaci di Castellalto e Notaresco: "Fermate la stangata"

TERAMO – “Fermate la Tares”: i sindaci di Notaresco e Castellalto rivolgono un appello ai parlamentari abruzzesi per scongiurare gli effetti dell’applicazione della Tares, la nuova tassa sui rifiuti e servizi, che dovrebbe scattare entro fine anno, in sostituzione di Tia e Tarsu, per le disposizioni del cosiddetto Decreto “Salva Italia”. Di Bonaventura e Di Marco, preoccupati per le crescenti difficoltà delle imprese e dei cittadini, mettono nero su bianco, attraverso una lettera aperta indirizzato al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini, e agli altri parlamentari i loro timori, chiedendo un preciso impegno ad una modifica dell’applicazione dell’imposta. “La Tares – spiegano in una nota- finalizzata come noto a coprire al 100% i costi del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, riguarda anche i “servizi indivisibili”: manutenzione stradale, pubblica illuminazione, cura delle aree verdi, attività di polizia municipale e anagrafe. La nuova imposta prevede un’addizionale, decisa dallo Stato, pari a 30 centesimi di euro per ogni metro di superficie assoggettato a tassa: ciò che cittadini e imprese devono sapere è che questa quota non sarà introitata da chi ha la responsabilità gestionale, economica e organizzativa sul servizio, cioè dai Comuni, ma dallo Stato centrale”. I sindaci richiamano l’attenzione su un aspetto paradossale: “Cittadini e attività produttive si troveranno a pagare di più, in molti casi con rincari che porteranno al raddoppio dell’attuale importo, senza peraltro che la maggiore imposizione fiscale si traduca in alcun beneficio tangibile per i territori, ad esempio restituendo loro maggiori e migliori servizi, in quanto destinata allo Stato centrale”. “Dalle prime proiezioni – si legge nella lettera dei due sindaci – emerge che l’applicazione della Tares, così come configurata, produrrebbe effetti devastanti sull’attuale situazione di crisi economica, andando a colpire proprio le famiglie più numerose e le attività produttive, già allo stremo, spingendo molte di esse a chiudere e con la conseguente perdita di altri posti di lavoro. Un catastrofico effetto domino che deve essere a tutti i costi scongiurato”. I sindaci chiedono ai referenti abruzzesi di apportandore i necessari correttivi dell’imposta per una maggiore armonizzazione della stessa con le concrete esigenze dei territori. Infine chiedono di “fare presto”, in considerazione dell’imminente scadenza per l’approvazione del bilancio di previsione e la necessità di fare chiarezza, in materia di tasse e tributi locali, “sul pesante quadro di incertezze – concludono i sindaci – che sta paralizzando, l’attività degli cnti comunali, la loro capacità d’investimento e la ripresa stessa del Paese”. Intanto a proposito di Tares, l’Ufficio Tributi del Comune di Teramo ricorda che domani è fissata la scadena per la seconda rata dell’imposta. li interessati sono sollecitati ad adempiere al versamento per non incorrere nelle sanzioni previste.

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