La Asl reintegra Vicentini, nel giorno del digiuno collettivo

TERAMO – Il professor Carlo Vicentini torna ad operare in reparto al Mazzini. La polemica-bis nata dal mancato reintegro del primario tagliato nella stesura della nuova convenzione con l’Università dell’Aquila e rimesso al suo posto dal Tar, viene parzialmente smorzata dall’atto che la Asl di Teramo, in queste ore, ha adottato. A firma del direttore generale Giustino Varrassi, il documento si adegua a quanto stabilito in via transitoria dal tribunale amministrativo cui Vicentini aveva fatto ricorso, in attesa della discussione nel merito. Dunque, il primario riprende quel posto che avrebbe dovuto riprendere due settimane fa, se la Asl non avesse ‘ritardato’ la presa d’atto e anzi, non avesse notificato al docente universitario un secondo provvedimento di esclusione dal suo ruolo. E’ una buona notizia soprattutto per tutti quei pazienti che attendevano il rientro del primario per essere sottoposti ad interventi chirurgici, molti dei quali delicati, e che loro malgrado avevano dovuto lasciare l’ospedale. Molti dei quali oggi pomeriggio erano sulla scalinata d’ingresso del nosocomio, per partecipare ad un’altra seduta di protesta collettiva organizzata dal movimento "Varrassi sLoggia". Vi hanno partecipato in molti, oltre un centinaio, tra pazienti di oggi, altri di ieri, parenti e famigliari di chi ha avuto Vicentini come medico di fiducia, amministratori e politici. Tra questi il segretario provincialde del Pd, Robert Verrocchio, il capogruppo in consiglio comunale a Teramo, Giovanni Cavallari e il consigliere comunale di "Città di Virtù", Valdo Di Bonaventura. Circa una ventina hanno anche aderito allo sciopero della fame, lanciato dal blogger Giancarlo Falconi. Cartelli al collo, cori e una sola richiesta: reintegrare Vicentini al suo posto. Manco a farlo apposta, chiesto e fatto.  

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