False revisioni, il direttore della Motorizzazione 'cacciato' dal suo ufficio. Sigilli a 55 bus

TERAMO – Il provvedimento gli è stato notificato questa mattina, negli uffici dove ogni giorno si reca a lavorare. Davanti ai suoi collaboratori, gli agenti della squadra di polizia giudiziaria della Polizia stradale di Teramo, lo hanno ‘invitato’ a uscire dal suo ufficio e ad allontanarsi dal lavoro. Da adesso, dunque, Giancarlo Massaro, direttore della Motorizzazione Civile di Teramo, non può svolgere le proprie funzioni pubbliche per i prossimi due mesi. Lo ha deciso il gip del tribunale di Teramo, Domenico Canosa, che in queste ore ha sciolto la riserva sulla richiesta del pubblico ministero Davide Rosati che indaga sulle false revisioni ai mezzi di trasporto pubblico dell’Arpa e delle altre autolinee private. A Massaro la Procura teramana contesta la falsità ideologica continuata commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e l’abuso d’ufficio. Nel contempo, il provvedimento adottato dal gip riguarda anche oltre 20 autobus delle linee pubbliche regionali, che sono stati bloccati nei depositi dell’Arpa in diversi punti della regione: si tratta di mezzi vecchi, che non avrebbero i requisiti per poter circolare senza inquinare. Secondo le accuse, i mezzi pubblici venivano sottoposti a revisione soltanto fittizia: in realtà circolavano emettendo fumo nero e denso dai tubi scarico e con le targhe illegibili, tra gli altri elementi rilevati dalle perizie cui sono stati sottoposti dagli agenti della Polstrada. 
L’inchiesta. Tutto è partito dalla segnalazione dei residenti di via Cavalieri di Vittorio Veneto, dove c’è il deposito dell’Arpa, alla Cona. File interminabili di bus i cui motori accesi rendevano l’aria irrespirabile; molti di essi avevano le targhe illegibili, per deterioramento o per mancanza delle caratteristiche rifrangenti. Il dubbio sulla revisione è stato quasi automatico, proprio perchè targa e fumi di scarico sono elementi essenziali per il superamento dei controlli della Motorizzazione, cui il bus deve essere sottoposto ogni anno. Controlli che risultavano essere stati svolti e superati, sotto la responsabilità dell’unico funzionario preposto, che è appunto il direttore della Motorizzazione. 
Le revisioni. Il lavoro della Polstrada ha accertato che le revisioni di molti autobus durava dai 5 ai massimo 10 minuti, a fronte dei normali 45/50 necessari, con il controllo soltanto dell’impianto frenante e senza verifica di tutti gli altri aspetti contemplati dal codice della strada. L’opacimetro per la misurazione dei gas di scarico non veniva usato e alcun rilievo sulla perdita delle caratteristiche rifrangenti della targa veniva annotato sulla carta di circolazione. Su tutti però c’era la dicitura "revisionato". Secondo la procura si è trattato di atto grave l’aver accertato come revisionato mezzi, tra cui gli autobus, che sono destinati al trasporto pubblico o a viaggi o a gite scolastiche, con grave rischio della sicurezza dei viaggiatori e degli altri utenti della strada. In totale sono stati posti sotto sequestro 55 tra mezzi pesanti e autobus: tra questi ultimi 30 sono dell’Arpa, 2 della ditta Capuani, uno della ditta Simona viaggi. Saranno indisponibili fino alla nuova revisione, da effettuare alla presenza della polizia giudiziaria e nel pieno rispetto dei dettami stabiliti dalla normativa.

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