Esplosione asilo: il mistero dei locali pieni di gas. L'innesco provocato dal 'boiler' dell'acqua FOTO

TERAMO – Tirato il fiato per una tragedia scampata, è il tempo della ricerca delle responsabilità. Perchè la centrale termica della scuola materna di Piano d’Accio è esplosa? Quanto era sicura quella scuola? Chi ha provocato, direttamente o con una condotta negligente, quanto successo? Ci sta pensando la magistratura che molto probabilmente quest’oggi adotterà i primi passi nell’inchiesta che già ieri sera e nella notte ha fatto registrare novità. Oggi i tecnici sono al lavoro nel giardino dell’asilo e all’interno delle due aule e della centrale termica esplosa. Con loro ci sono i vertici della squadra mobile di Teramo (il vicequestore Gennaro Capasso e il suo vice Ennio Falconi), oltre al comandante dei vigili del fuoco, Daniele Centi, il personale della ditta CPL Concordia che si occupa della manutenzione e gestione degli impianti di calore, quello dell’ufficio tecnico e l’assessore comunale Giorgio Di Giovangiacomo.
Il mistero della centrale termica piena di gas. Nel vano della centrale termica c’era tanto, troppo gas. Inspiegabile per la portata dei tubi che ‘entrano’ nel vano dal contatore: questi immettono al massimo 6 metri cubi di gas all’ora e secondo quanto accertato finora, in quella stanza, alle 17.30, cioè venticinque minuti prima dell’esplosione, non si avvertiva odore di gas. In così poco tempo, come è stato possibile che la stanza si saturasse, nonostante la presenza di una porta a norma con tanto di fessurazioni per l’aria? Secondo una prima stima, lì dentro ci sarebbe stata una quantità di gas quasi 100 volte superiore a quanto ne può introdurre la tubazione che c’è. E ieri sera, nei dintorni della scuola, appena verificatosi l’incidente, si udiva chiaro il fischio di una grossa tubatura, come quello tipico di un’alta pressione, scomparso quando i tecnici dell’Enel Gas hanno interrotto il flusso.
Il "boiler" dell’acqua calda ha provocato l’esplosione ma non è la causa. Come mostrano le nostre foto, i detriti e soprattutto le lamiere del ‘boiler’ dell’acqua calda spiegheranno molte cose agli investigatori. Intanto è stato accertato che le due caldaie erano spente. A fornire acqua calda all’asilo e al Csv provvedeva il ‘boiler’ da 100 litri. E’ stata la fiamma di questo ha innescare l’esplosione nella centrale termica satura di gas. Ma il contenitore-bollitore dell’acqua potrebbe non essere la causa. I tecnici della Cpl Concordia che questa mattina erano sul posto, hanno ripetuto che ieri mattina era stata sostituita una valvola ma che sono i numeri assieme ai parametri tecnici, ancora una volta, ad escludere che all’origine dell’incidente ci sia un malfunzionamento del ‘boiler’. Il cntenitore ha una pressione, al massimo, di poco più di 6,5 bar, ovvero il doppio della pressione che può accumularsi all’interno di un pneumatico. La cui eventuale esplosione non potrebbe provocare quel macello che c’è stato.
I primi sequestri. Il pubblico ministero Stefano Giovagnoni ha disposto già le prime acquisizioni di documenti. A cominciare dalle planimetrie dei locali, ai computi metrici, ai materiali installati, con la verifica dei permessi, dei cewrtificati di conformità, dei recenti controlli. A tale scopo agenti della squadra mobile questa mattina si sono recati all’ufficio tecnico del Comune e all’assessrato ai Lavori pubblici, anche per prendere visione dei contratti di affidamento alla CPL Concordia della gestione degli impianti di calore delle scuole comunali. Prima però che la magistratura iscriva nel registro degli indagati i primi nominativi, bisognerà attendere la relazione tecnica dei vigili del fuoco.

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