Asfalti colabrodo, il Comune vende immobili e terreni

TERAMO – Asfalti colabrodo? Il Comune mette in campo i “gioielli” di famiglia, quelli che fanno parte del cosiddetto Patrimonio dell’Ente. Gioielli, che, in realtà, risentono dei segni del tempo e anche della crisi, una combinazione che di certo non lascia ben sperare. Ma il Comune non demorde: visto che i soldi per gli asfalti non ci sono (le uniche possibilità per realizzarli sono gli introiti della Bucalossi o l’accensione di mutui), ha deciso, per la terza volta, di rimettere a bando alcuni edifici con lo “sconto” del 20% per invogliare possibili acquirenti. Non solo: da poco è iniziata anche la ricognizione sui terreni edificabili, giudicati, in questo periodo, decisamente più appetibili: al momento ne sono stati individuati due: uno a fianco alla scuola De Albentiis, e l’altro tra Viale Bovio e Viale Cavour. Tra un mese, dunque, è prevista la nuova gara, in cui verranno messi a bando un’abitazione su tre piani a Santa Maria a Bitetto (valore stimato circa 200 mila euro, da ristrutturare), un locale commerciale a Colleparco (del valore di circa 50 mila euro), l’ex edificio scolastico della Cona in via Antonelli (valore circa 200 mila euro). Le gare, finora, sono andate deserte, ma, stavolta, il Comune, con l’aggiunta delle aree edificabili e della riduzione del 20% spera in un esito migliore. «Purtroppo – commenta l’assessore alle Manutenzioni Rudy Di Stefano – gli introiti della Bucalossi, con la crisi del settore edile, si sono in pratica dimezzati. Il Comune non ha la possibilità di indebitarsi accendendo mutui, e quindi non rimane che questa strada».

LA MACCHINA “TAPPABUCHI” ACCENDE LA QUERELLE – Non è passata inosservata, nel corso dell’ultimo Question Time, la querelle tra il capogruppo della lista “Al centro per Teramo” Roberto Canzio e l’assessore Di Stefano, sull’utilità della macchina “tappabuchi” sperimentata giorni fa dal Comune come possibile soluzione veloce per gli interventi di minore entità. Di Stefano, infatti, aveva espresso le sue perplessità sul questa innovazione, puntando invece su una sorta di Bobcat tuttofare che permetterebbe al Comune di provvedere con i suoi operai, senza rivolgersi a ditte esterne, a risolvere le problematiche di minore importanza, e con un risparmio notevole di tempo e denaro. Ma Canzio non ci sta e se la prende sia con il dirigente del settore sia con l’assessore, che aveva anche contestato i costi maggiori della “tappabuchi” rispetto al Bobcat. «La prova – afferma Canzio – è stata fatta in maniera errata non su una buca ma su un tratto di asfalto, comunque il metodo funziona, visto che le recenti piogge non hanno danneggiato l’asfalto appena realizzato».

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