Asl, chiusa l'inchiesta sul centro di procreazione: il pm vuole il processo

TERAMO – Il pubblico ministero Davide Rosati vuole processare i vertici della Asl per un’altra vicenda, l’apertura senza autorizzazione del laboratorio per l’inseminazione dell’unità operativa semplice a valenza dipartimentale di fisiopatologia della riproduzione medicalmente assistita, di cui era responsabile il dottor Francesco Ciarrocchi. La procura chiede il processo per Ciarrocchi, oltre che per il direttore generale della Asl, Giustino Varrassi, del direttore sanitario aziendale Camillo Antelli, di quello del Mazzini, Gabriella Palmeri, al responsabile del Dipartimento di ostetricia e ginecologia, Goffredo Magnanimi. Il laboratorio era stato in un primo momento sequestrato dalla magistratura dopo i controlli dei Nas dei carabinieri di Pescara, che avevano evidenziato alcune carenze sotto il profilo amministrativo, quale ad esempio la regolare iscrizione del centro, prevista per legge, nel registro dell’Istituto superiore di Sanità, perchè mancava l’autorizzazione della Regione Abruzzo. All’esito di quell’ispezione, lo stesso responsabile Ciarrocchi aveva sospeso le attività di fecondazione assitita, istituito nel 2011, all’interno del più grande reparto di ostetricia e ginecologia. Gli indagati, tranne la Palmeri, sono stati anche raggiunti dal provvedimento amministrativo di condanna a pagamento di 100mila euro ciascuno dal comune di Teramo per aver avviato un’attivitá sul territorio comunale senza le previste autorizzazioni: contro il provvedimento tutti hanno fatto ricorso al giudice civile che discuterà nel merito la vicenda il prossimo 5 dicembre.

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