Braccia incrociate e presidio di protesta alla Martelli di Ancarano

TERAMO – Una giornata di sciopero e un presidio di fronte alla Martelli lavorazioni tessili è stata proclamata da Cgil, Cisl e Uil allo scopo di chiedere all’azienda di Ancarano, l’impegno ad anticipare le indennità relative al contratto di solidarietà. “La Martelli lavorazioni tessili di Ancarano – si legge in una nota diffusa dalle sigle sindacali- è da sempre una delle realtà industriali più importanti del nostro territorio per numero di addetti ma, soprattutto, per le condizioni retributive e di lavoro, un simbolo tra le realtà produttive del settore moda. Oggi purtroppo quest’azienda è in crisi e manifesta la necessità di tagliare il personale”. E’ infatti avviata da tempo una trattativa sindacale, che si è svolta anche su un tavolo istituzionale che vedeva presenti la Provincia di Teramo e l’assessorato al Lavoro della Regione Abruzzo, sulla gestione degli esuberi, rispetto alla quale Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL chiedono di creare le condizioni, riportando ad Ancarano le commesse che oggi vengono lavorate in altri stabilimenti della società, per rendere possibile la sottoscrizione e la gestione di un contratto di solidarietà, che permetterebbe il mantenimento dei livelli occupazionali.“In una fase di svolta della trattativa – prosegue il comunicato – i lavoratori hanno dovuto constatare che, a causa di problematiche procedurali, certamente non imputabili alle maestranze, da agosto non viene erogata l’indennità relativa al Contratto Di Solidarietà in essere. Per queste ragioni da tre mesi i dipendenti della Martelli non percepiscono il salario sufficiente a provvedere alle più elementari esigenze di vita: mutuo, bollette, figli, macchina, spesa”. L’assemblea che si è tenuta martedì ha dunque proclamato una giornata di sciopero allo scopo di chiedere che l’azienda il rispetto degli impegni con i lavoratori.

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