Teramo-Mare, il M5S chiede una commissione d'inchesta sui crolli

TERAMO – L’ultimo crollo della rampa di accesso della Teramo-Mare causato dalle piogge trova l’indignazione del Movimento 5 Stelle che in una nota chiede una commissione d’inchiesta sugli episodi franosi che periodicamente s verificano lungo il tratto. Il Movimento si propone du sollecitare le autorità giudiziarie ad andare avanti, “per individuare e punire i responsabili che dovranno essere chiamati a risarcire in maniera esemplare i danni e i disagi arrecati alla collettività, e a vigilare affinché il completamento dell’ultimo tratto della Teramo-Mare sia effettuato conformemente ai criteri di sicurezza e legalità”. I crolli che periodicamente si verificano sulla Teramo-Mare – conclude la nota diffusa dal M5S – sono di una gravità inaudita. Decenni per completare l’opera, decine di milioni di euro spesi e disastri continui: è giunto il tempo delle responsabilità, di individuare i colpevoli, è giunto il tempo che qualcuno paghi”. E sui danni provocati da maltemo degli ultimi giorn prende posizione anche il Pd chechiede alla Regione di quantificare i danni e assumere provvedimenti. «L’assessore Angelo Di Paolo convochi con la massima urgenza un vertice con gli uffici tecnici, faccia una prima stima dei danni e dica se ha o meno risorse disponibili per i primi provvedimenti. Non è pensabile di far finta di nulla quando, ad inverno appena iniziato, l’Abruzzo sta già cadendo letteralmente a pezzi». Lo afferma Silvio Paolucci, segretario regionale del Partito democratico. «Nessuno, neppure Gianni Chiodi, pensi di far dimenticare quanto accaduto nei giorni scorsi a causa del maltempo. Senza l’indispensabile intervento dei Comuni e dei volontari oggi racconteremmo un’altra storia decisamente peggiore, ma è necessario che non si pensi di voltare pagina senza aver fatto tutto ciò che si può ancora fare per evitare altri disastri. Quanto avvenuto – sottolinea infatti Paolucci – dimostra una gravissima ed insostenibile esposizione dell’Abruzzo, a partire dalle sue infrastrutture, a continui rischi: non è essere normale che frani un ponte nel cuore dell’area metropolitana fra Pescara e Spoltore o nel Teramano, o che interi Comuni rischino di restare isolati come Pietracamela. Gli abruzzesi hanno il diritto ad una stima dei danni ed a ricevere le prime risposte concrete dopo l’emergenza».

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