Impianti pubblicitari, maggioranza divisa e opposizione sul piede di guerra

TERAMO – Prim’ancora di approdare in Consiglio comunale, è bagarre tra opposizione e maggioranza, ma anche all’interno di quest’ultima, sul nuovo piano degli impianti pubblicitari. Pomo della discordia è il punto sul divieto che il Comune impone alle attività di collocare impianti pubblicitari su suolo privato. “Una nuova “mazzata per i piccoli esercenti commerciali e per le ditte teramane che vivono dei proventi derivanti da impianti pubblicitari”secondo Manola Di Pasquale (Pd), ma anche secondo il consigliere di maggioranza Roberto Canzio (lista “Al centro per Teramo) secondo cui il provvedimento “lede ogni principio di iniziativa e libera concorrenza degli operatori commerciali”. Per Canzio dunque la presenza dei cartelloni sul suolo privato, va regolamentata nell’impatto e nelle modalità, ma non impedita del tutto. Netta bocciatura arriva dal consigliere Di Pasquale che così interviene in una nota: “Nel piano è, istato inserito il divieto (‘unico in Italia’) di collocazione di impianti pubblicitari su area privata, fatta eccezione per le insegne e le targhe, cioè tutte le tipologie di impianti pubblicitari devono stare su aree pubbliche e pagare il canone all’amministrazione comunale. Così sarà impedito al piccolo esercente di promuovere la sua attività mediante impianti pubblicitari collocati sul suo suolo privato o sul tetto della sua casa. Questo sarà invece costretto ad andare a occupare obbligatoriamente uno spazio pubblico pagando l’imposta al Comune”. Il divieto,  puntualizza la Di Pasquale, non si applica alle aree private appartenenti a medi e grandi strutture commerciali di vendita, come i centri commerciali e i grandi supermercati. “Due pesi due misure – conclude i consigliere del Pd-. L’amministrazione comunale di Teramo non sa più cosa inventare per mettere in ginocchio gli operatori commerciali di Teramo”. Il consigliere Canzio d’altra parte non ci sta ad essere assimilato alle posizioni della Di Pasquale e rintuzza: “Il consigliere del Pd nella corsa di arrivare prima, in realtà non si è resa conta di essere arrivata in coda alla soluzione – ha detto Canzio-. In maggioranza queste riflessioni sono già state sollevate tanto che qualcuno ha chiesto il ritiro del provvedimento per fare approfondimenti con maggiore ponderazione”. Canzio si ritrova dunque a fare nuovamente la testa d’ariete all’interno della maggioranza visto che questa volta, le sue contestazioni, colpiscono anche il suo assessore di riferimento, Giorgio Di Giovangiacomo. Le competenze del Piano sugli impianti pubblicitari, oltre che il Bilancio, ricadono anche nel settore della Mobilità e Lavori Pubblici, tanto che il documento in commissione ha avuto un’approvazione congiunta dei settori.

C’è chi plaude all’iniziativa e ‘spinge’ per andare avanti, Teramo Vivi Città

“Era ora – commenta il il coordinatore Marcello Olivieri – adesso però vanno rimossi i cartelli pubblicitari “ambigui” o qualcuno dovrà pagare i danni a chi fino ad oggi ha subito una concorrenza sleale. “Teramo Vivi Città – si legge nel comunicato di Marcello Olivieri coinvolto anche in qualità di imprenditore pubblicitario – da anni si batte contro la pubblicità abusiva e oggi, grazie all’impegno dell’amministrazione Brucchi e in prima persona del vice sindaco Alfonso Martina Di Sabatino, finalmente si mette fine ad un far west che per troppo tempo ha danneggiato le agenzie rispettose delle leggi. Negli ultimi anni ci sono state imprese pubblicitarie “usa e getta” che dopo aver installato impianti contro le normative vigenti, sono andate avanti a colpi di ricorsi. Ci sono società che hanno preso migliaia di euro di multe che non verranno mai onorate perché gli abusivi non hanno nulla da perdere e evadendo le imposte comunali creano danni alla comunità ed alle agenzie pubblicitarie oneste. Ora bisogna passare ai fatti – conclude Olivieri – il nuovo piano che regola gli impianti pubblicitari deve essere applicato subito. Teramo Vivi Città chiede intanto che tutti i cartelloni “ambigui” vengano rimossi”.

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