Maltempo, Brucchi riapre le scuole. La Regione chiede lo stato di calamità naturale

TERAMO – La neve caduta nella notte ha aggravato la situazione viaria, soprattutto nella Val Vibrata, dove si sono registrate le maggiori difficoltà per mezzi pesanti che hanno ostruito le carreggiate e ancora una volta le piante cadute sul percorso stradale. In autostrada è stato riaperto il transito ai mezzi pesanti, interrotto per l’intensificarsi della neve nella tarda serata di ieri. Al momento le situazioni di maggior disagio si registrano ancora sulla statale 81 Teramo-Ascoli, per la presenza di grosse piante sulla strada. Sulle strade comunali ci sono difficoltà per il transito che avviene sempre con dotazioni invernali e in alcuni tratti solo con catene montate. Sulla provinciale 43 di Pietracamela è stata completata la rimozione del masso ‘ciclopico’ che ostruiva il tracciato stradale. Adesso l’intervento deve essere completato con la messa in sicurezza di un’altra frana qualche chilometro a monte per permettere quindi la riapertuta della strada verso i Prati di Tivo, chiusa ormai da due settimane.

Black-out a Cermignano, ma l’acqua è tornata nelle case. Molti centri della provincia hanno riavuto la corrente: i tecnici dell’Enel hanno lavorato per l’intera nottata e sono riusciti a ‘riallacciare’ oltre 8.000 utenze. Delle 9.946 di ieri sera, alle 6 di questa mattina erano diventate 1.452 le utenze ancora senza corrente elettrica. Il numero più alto si registrava a Montorio (230), a Pietracamela (174) e a Campli (166). Nel pomeriggio un ulteriore guasto sulla linea di media tensione di Cermignano ha ulteriormente aggravato la situazione provinciale che, alle ore 16,30 rilevava 2.065 utenze di bassa tensione ancora disalimentate: proprio a Cermignano si registra il più alto numero di utenze in difficoltà (circa 500). L’acqua, dopo la rottura della condotta a Villa Ferretti, è tornata disponibile in tarda serata. In alcuni casi sono intervenuti i volontari della Croce Rossa per portare gruppi elettrogeni a pazienti: è successo a Bisenti per una ragazza dializzata. Alla problematica situazione provinciale riguardante l’erogazione dell’energia elettrica, si sono aggiunte in giornata alcune criticità, per lo più connesse alla mancanza di luce presso gli impianti di sollevamento di acqua potabile a serbatoti della Ruzzo Reti, che hanno causato problemi di erogazione alle utenze servite, in parte risolti con manovre su varie adduttrici, come accaduto ad esempio a Colle Caruno di Teramo.

Riaprono le scuole a Teramo. Ecco dove sono chiuse anche domani. Il sindaco di Teramo ha deciso di riaprire le scuole per domani, giovedì 28 novembre. Lo ha fatto dopo aver consultato le aziende dei trasporti pubblici e quelle delle strade, oltre alla Direzione regionale della Protezione Civile. La perturbazione ha esaurito il suo effetto e le strade del capoluogo sono percoribili, dunque le lezioni possono riprendere regolarmente. Resteranno chiuse anche per domani, invece, ad Atri, Basciano, Bisenti, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Civitella del Tronto, Montefino, Notaresco, Torricella Sicura, Valle Castellana.

Quasi un centinaio gli interventi dei vigili del fuoco. I vigili del fuoco e le forze dell’ordine sono in tour de force. I pompieri hanno effttuato quasi un centinaio di interventi per rimozione auto e camion dalle strade, rimozione e taglio di alberi. La Polstrada effettua i filtraggi ai caselli autostradali dell’A14 e dell’A24 per il controllo delle dotaziomni invernali. Ricordiamo che da quest’anno l’Anas ha esteso l’obbligo di dotazioni invernali (gomme termiche o catene a bordo) anche sulle strade statali (come la Teramo-Giulianova, la Teramo-Mare, la statale Adriatica), oltre che sui tratti autostradali: l’obbligo è scattato il 15 novembre, si concluderà il 15 aprile.

Febbo: Chiederemo il riconoscimento di calamità naturale. «Abbiamo già avviato le procedura per richiedere lo stato di calamità naturale a seguito dei forti temporali della scorsa settimana e delle intense nevicate di questi giorni che hanno danneggiato pesantamente i terreni ed in particolar modo i vigneti». Lo ha detto a margine della odierna conferenza stampa l’assessore all’Agricoltura, Mauro Febbo."Ovviamente, – ha proseguito – manca ancora una quantificazione dei danni e, a tal proposito, invito gli operatori agricoli e le organizzazioni di categoria ad aiutarci in questa ricognizione. Chiederò anche ai Comuni di darci mano anche perchè, prima di ottenere la dichiazione dello stato di calamità naturale, occorrerà una serie di passggi tecnici intermedi, non ultima una pre-notifica all’Unione Europea che, peraltro, abbiamo già inoltrato".

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