Pomante: «Lontano dal Ruzzo i sindaci pro-privatizzazione»

TERAMO – «E’ assolutamente necessario che ogni risorsa ed investimento siano gestiti direttamente da Ruzzo Reti Spa ed impegnati nel risanamento del bilancio e nella tutela dei posti di lavoro introitando anche il margine che dovrebbe essere garantito alle aziende private». E’ questo il parere di Gianluca Pomante, il candidato che i Movimenti civici teramani propongono alla guida della città alle prossime elezioni amministrative. All’indomani dell’assemblea dei sindaci della Ruzzo Reti, che ha riacceso i focolai di polemica tra opposti schieramenti politici, laddove il centrosinistra individua tentativi di inserire piano piano il privato nella gestione di alcune risorse legate all’acqua, Pomante ribadisce la richiesta al sindaco Brucchi di «esprimersi chiaramente nella sua qualità di socio importante di Ruzzo Reti Spa», invece di sembrare «pilatesco, assecondando le intemperanze di quelli che vorrebbero imporre la loro personale visione dell’azienda». Secondo Pomante, «i politici che intendono ammettere il fallimento della loro gestione, dichiarando che l’unica soluzione è la privatizzazione, dovranno tenersi ben lontani dall’eventuale processo di risanamento di Ruzzo Reti che in mano loro non potrebbe che risolversi nell’ennesimo fallimento». Il ricorso ai privati per lo sfruttamento dell’acqua non porterebbe benefici alla collettività, sostiene il rappresentante dei movimenti civici teramani, che anzi verrebbe spogliata ulteriormente di risorse delle quali invece potrebbe fruire per risollevare le sorti della propria economia. Il sospetto, aggiunge Pomante, è «che la pessima gestione che ha caratterizzato Ruzzo Reti Spa negli ultimi anni non sia stata casuale ma finalizzata a precostituire le condizioni che dovrebbero portare all’accettazione di tale possibilità da parte della collettività». La politica elude la volontà dei cittadni, espressa con il referendum a favore dell’acqua pubblica: «Questo evidenzia la chiara volontà della politica locale – conclude Pomante – di favorire alcune aziende private (che dalla gestione dovrebbero trarre profitto e non limitarsi a coprire i costi) e di non accertare, invece, le responsabilità delle precedenti gestioni che, evidentemente, potrebbero mettere in serio imbarazzo molte persone importanti».

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