Roseto, Pavone: «Imu più alta per colpa dello Stato»

ROSETO – Aumentare l’Imu di 3 punti per mille è una scelta obbligata per recuperare 1,8 milioni di euro che lo Stato ha tagliato al comune di Roseto. Lo spiega il sindaco Enio Pavone, rispondendo alla sollecitazione della Cna, che protesta per la scelta dell’amministrazione rosetana di portare l’Imu su seconde case e attività produttive dal 7,6 al 10,6 per mille. «Tengo sempre fede agli impegni assunti – dice Pavone -: in questo caso non si poteva fare diversamente: Tra l’altro c’è da dire che finora a Roseto avevamo mantenuto l’aliquota Imu alla soglia minima prevista dalla legge del 7,6 per mille, mentre altri Comuni avevano deliberato già l’aumento tra i mesi di giugno e luglio». Il sindaco interviene anche sulla vicenda degli indennizzi ai proprietari dei terreni espropriati per la realizzazione dell’area artigianale nei pressi del casello autostradale: «Si tratta di un situazione – prosegue Pavone – che i dirigenti della Cna provinciale conoscono benissimo, determinata da un annoso contenzioso che si è risolto con sentenze della magistratura che hanno dato ragione ai due proprietari espropriati dei terreni. La nostra amministrazione sta facendo tutto il possibile per salvaguardare gli imprenditori locali ed ha intrapreso sia la strada del ricorso in Cassazione, di cui stiamo attendendo gli esiti, che il tentativo di perequazione urbanistica, proponendo ossia ai privati una compensazione totale o parziale dell’importo dovuto attraverso una variante urbanistica. In tal senso abbiamo presentato la nostra proposta alle controparti, anche se il tentativo avrebbe sicuramente avuto maggiori possibilità di successo, come anche la Cna converrà, se fosse stato esperito prima che intervenissero i pronunciamenti della magistratura». 

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