L'assessore Vannucci massacrato dalla banda perchè non conosceva la combinazione della cassaforte

ROSETO – E’ stato dimesso dall’ospedale di Giulianova nella tarda serata di ieri, l’assessore provinciale ed ex sindaco di Roseto, Ezio Vannucci, sequestrato e malmenato dentro la sua abitazione da una banda di stranieri, ieri pomeriggio. Vannucci (nella foto tratta dal quotidiano il Centro) era solo nell’abitazione nei pressi del palasport rosetano – la moglie e i due figli erano usciti – quando è stato aggredito alle spalle da tre individui che si erano introdotti rompendo un vetro di una finestra: è stato immobilizzato e minacciato di morte se non avesse indicato la combinazione della cassaforte. L’ex sindaco ha provato a spiegare che non la conosceva perchè raramente utilizzata e, soprattutto, vuota, ma i tre non lo hanno creduto. Per tutta risposta hanno insistito e lo hanno colpito più volte al volto e alla testa, ferendolo e lasciandolo a terra in stato confusionale. Per aprire il forziere hanno allora utilizzato una mola: hanno così potuto scoprire che era vuota. Il bottino di questa scorreria è stato magro, due orologi di marca e una piccola somma in contanti. I tre si sono dileguati con perfetto tempismo, proprio all’arrivo dei famigliari di Vannucci, a conferma che all’esterno dell’abitazione la situazione era tenuta sotto controllo da un quarto uomo. I malviventi hanno anche approfittato del fatto che le forze dell’ordine erano impegnate per servizio alla partita di pallacanestro tra Roseto e Chieti e questo ha agevolato il loro far perdere le tracce. Vannucci ha potuto dare l’allarme con il suo telefono ed è stato soccorso e accompagnato in ospedale dove ha poi ricevuto la visita del presidente della Provincia, Catarra e del sindaco di Roseto, Pavone. La magistratura ha aperto un’inchiesta, affidata ai carabinieri della stazione di Roseto e della compagnia di Giulianova. 

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