Scuola media, per le famiglie sono viaggi… "distruzione"?

TERAMO – Si chiamano viaggi d’istruzione, in altri casi stage, di fatto costituiscono voce di budget diventata insostituibile per le famiglie che hanno figli a scuola. A Teramo è argomento di attualità, stando almeno alle sollecitazioni che la redazione di emmelle.it riceve negli ultimi giorni: è giusto chiedere alle famiglie centinaia e centinaia di euro per permettere la partecipazione dei propri figli ai viaggi scolastici, in particolare all’estero e per le classi della scuola media? Le segnalazioni arrivano sul caso della scuola Zippilli, istituto che continua ad organizzare stage all’estero, per gli alunni che optano per il corso d’inglese o per il corso di francese. Malta e Antibes sono le mete prescelte, in istituti scolastici di livello e dal conseguente alto costo. In media una famiglia che ha un figlio che voglia parteciparvi spende tra le 650 e le 850 euro, somma che comprende il volo aereo o in bus a seconda della destinazione, la pensione per 5 o 6 notti, le lezioni e il denaro occorrente per le esigenze personali. Solo la Zippilli tra le scuole primarie (ma anche tra le secondarie superiori) ha scelto questa linea, motivandola con il livello di formazione e di opportunità scolastica offerta ai ragazzi. Una scelta decisamente in controtendenza rispetto alla crisi, non c’è dubbio, ma anche rispetto al rigore della spending review introdotto in numerosi ambiti della vita sociale. Solo per un superficiale paragone (non approfondito cioè nelle motivazioni e nei significati didattici all’origine) alla scuola media Savini hanno scelto una mèta italiana, tre giorni a Mantova o due a Firenze a seconda se si tratti della econda o terza classe; alla "D’Alessandro" tre giorni a Torino o Genova, ovviamente con costi molto più contenuti. Alla Zippilli molti genitori hanno storto il naso, molti hanno dovuto accettare di iscrivere i propri figli per non ‘lasciarli indietro’ rispetto agli altri, molti ancora invece hanno condiviso la scelta dell’istituto. Alla fine come ogni anno saranno la quasi totalità dei ragazzi a partecipare: ma questo non esaurisce la discussione sull’opportunità di una valutazione che non tiene conto della portata dell’impegno economico e del rischio di una pericolosa ‘selezione’ all’interno della stessa scuola e rispetto alle altre scuole. Ma quando abbiamo cercato di approfondire l’argomento, la riflessione ricorrente è stata che, segnalazioni o sollecitazioni, queste gite d’istruzione sono volute soprattutto dai genitori. 

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