Ricostruzione, l'Ordine degli ingegneri: «Afffidamenti in disprezzo delle norme»

TERAMO  – Ricostruzione, l’Ordine degli ingegneri della Provincia di Teramo torna a denunciare quelle che ritiene essere delle gravi irregolarità. Stavolta l’attenzione è puntata sul Provveditorato alle opere pubbliche della Regione, verso cui è stata presentata regolare denuncia a tutti gli organismi competenti, comprese Corte dei Conti e Procura della Repubblica. In particolare, vengono contestate le modalità di affidamento dei lavori per le attività di progettazione.

«TOTALE DISPREZZO DELLE NORME DI RIFERIMENTO» – Gli ingegneri si riferiscono in particolare ai lavori per la Chiesa di San Domenico, a L’Aquila. «La cosa aberrante – afferma il presidente dell’Ordine degli ingegneri Alfonso Marcozzi – è che tagliano in maniera assurda gli importi relativi alla progettazione esecutiva, prevendendo solo 50 mila euro, a ribasso, su un totale di 5 milioni, mentre per precedenti attività progettuali e per i dipendenti pubblici si spende la modica cifra di 800 mila euro». L’Ordine degli ingeneri rileva inoltre che il Provveditorato, sempre sulla stessa Chiesa, aveva previsto una spesa di quasi 655 mila euro per i lavori e circa la stessa cifra per attività di servizi propedeutici «su questi ultimi – continua Marcozzi – abbiamo chiesto informazioni sui criteri di evidenza pubblica  e rispetto delle norme». L’Ordine chiama in causa anche L’Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere, con sede a Fossa, che ricomprende anche i Comuni della provincia di Teramo. «Vengono affidate – afferma Marcozzi – attività di servizio con importi ritagliati ad hoc molto probabilmente per non attivare procedure concorrenziali di trasparenza». L’Ordine richiama quattro determine in particolare, tutti con importi di 39.400 euro più iva (che sembrerebbero fatte ad hoc per non superare la cifra di 40 mila euro, per cui servirebbe la procedura di evidenza pubblica, e non l’affidamento diretto). . «Nelle determine di affidamento – continua Marcozzi – ci sono le Università in totale dispregio della sentenza della Corte di Giustizia europea del giugno 2013, sui piani di Ricostruzione. Qualcuno dovrà rispondere dal momento che abbiamo interessato gli organi competenti».

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