Tares, evasi 7 milioni in due anni

TERAMO – Tares: sempre più cittadini chiedono di pagarla a rate. Nel 2013 nelle casse del Comune sarebbero dovuti entrare 14 milioni 356 euro, di questi 627 mila sono andati alla Provincia (addizionale del 5%), 1,2 milioni allo Stato (il famoso 3% per i cosiddetti servizi indivisibili), e 4 milioni sono stati invece evasi, ossia non pagati, o meglio, ancora non pagati, da cittadini e imprese. La Tares è scaduta il 15 dicembre, al momento il Comune non  ha ancora inviato i solleciti, ma allo stesso tempo, la Team sta incrociando anche i dati con Anagrafe e Catasto per scovare gli evasori. Anche nel 2012 sono stati evasi circa 3 milioni. Il dato positivo è però che molti cittadini, “evasori per forza”, ossia impossibilitati a pagare in un’unica soluzione, si sono “autodenunciati”, chiedendo al Comune di poter pagare a rate, richieste che vengono vagliate dagli uffici tecnici. Dopo le proteste di Confindustria e Confcommercio, il sindaco Maurizio Brucchi ha aperto un tavolo di confronto con entrambe le associazioni di categoria: la discussione sarà incentrata soprattutto sulla Iuc, la nuova imposta comunale unica, che conterrà anche la Tari, la nuova tassa sui rifiuti, che prevede anche degli sgravi in più applicabili da parte dei Comuni. Il Comune fa sapere anche che non ci saranno ulteriori conguagli. 

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