Rinnovato l'ordine degli psicologi d'Abruzzo, presidente è Tancredi Di Iullo

TERAMO – In seguito alle elezioni per il rinnovo del consiglio dell’Ordine degli Psicologi d’Abruzzo è stata definita la nuova compagine consiliare, caratterizzata da un’età tendenzialmente più giovane rispetto al passato e da una discreta presenza femminile. Nuovo presidente è Tancredi Di Iullo, classe 1957, residente a Lanciano, Di Iullo ha alle spalle una lunga esperienza nell’ambito dei servizi dedicati all’età evolutiva: inizialmente all’interno di servizi di tutela psicosociale dei minori in situazioni di disagio familiare, sociale e psicologico, successivamente nei servizi di riabilitazione e, negli ultimi 12 anni, nella ASL 02 Abruzzo in una unità multidisciplinare per l’età evolutiva e per l’integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap. Il neo presidente parla di una professione, quella dello psicologo, sempre più indicata come preferita dai giovani, come dimostra il numero di iscritti che, in Italia, è passato da 22.989 nel 1994 a 89.140 nel 2013. La stessa tendenza si rileva anche a livello regionale, dove gli psicologi iscritti all’albo nel 1994 erano 420 a fronte dei 2.106 nel 2013. Si tratta di numeri sicuramente positivi, sia per quanto riguarda la crescita della comunità professionale che per la tendenza dei giovani a proseguire gli studi, ma che incontrano problemi specifici nel passaggio dal periodo di formazione all’ingresso nel mondo del lavoro. Nei prossimi quattro anni il nuovo consiglio dell’Ordine si dichiara pronto ad impegnarsi su diversi fronti tra cui, prima di tutto, la formazione e il tirocinio professionalizzante. L’obiettivo è recuperare l’idea di praticantato, elaborando un progetto che si apra al confronto e alla collaborazione con le due Università abruzzesi per cercare di riqualificare questo importante passaggio. C’è poi il problema classico della tutela della professione, anche dalle professioni limitrofe: «La questione non si risolve creando barriere – spiega Di Iullo -, ma riaffermando la funzione della psicologia e aprendosi alle altre professioni in un discorso multidisciplinare e non più settoriale. Inoltre, è importante lavorare sulla coesione della comunità regionale degli psicologi all’interno di un confronto sereno, scevro da asperità e rispettoso dell’altrui pensiero: in una parola consono ad una comunità di professionisti, il primo dei modi possibili di tutela della professione».

Leave a Comment