A Teramo mercato immobiliare a picco, in un anno -18% delle compravendite

TERAMO – Uno scenario devastante emerge dall’analisi dei dati del settore immobiliare che Confcommercio rende sia per la provincia, che a Teramo città. Il raffronto tra il primo semestre del 2013 con quello dell’anno precedente indica una flessione delle contrattazioni del 18% per quanto riguarda la provincia, con un picco di -39,1% per i Comuni collinari. Il 18% in meno, su una base già ridotta (ossia 1.011 vendite effettuate), indica di fatto quasi un azzeramento delle attività. Il grido d’allarme arriva dalla Fimaa Federazione Mediatori Agenti d’Affari, aderente alla Confcommercio, di cui è presidente Provinciale Angelo Puglia. «Le statistiche immobiliari del mercato residenziale – afferma Puglia – indicano che anche a Teramo c’è stata una flessione del 18,4% tra il primo semestre del 2012 e quello del 2013. L’unico Comune con il segno positivo è Roseto, con 9,2% in più». Gli altri Comuni costieri hanno il segno meno: Pineto (-38%), Silvi (-22,7%), Tortoreto (-24,3%), Martinsicuro (-15,7%), Alba Adriatica (-18%), Giulianova (-3,85). «La crisi del settore – spiega Puglia – nasce dal problema dell’accesso al credito, che è sempre più difficile per le famiglie. La nostra categoria dice no all’introduzione di nuove tasse, questo è quello che suggeriamo anche in vista della riforma catastale che non dovrà inserire un’ulteriore pressione fiscale sugli immobili, ma andare verso un’equità fiscale basata sulle effettive caratteristiche dell’immobile»

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