Criminalità: l'insicurezza degli abruzzesi sale dell'8,5%

TERAMO – In Abruzzo il senso di insicurezza delle famiglie e’ aumentato dell’8,5 per cento nel 2013. E’ quanto emerge dai dati dell’indagine Istat su criminalita’ e sicurezza, rielaborati dall’Osservatorio sulla sicurezza sussidiaria e complementare dell’Assiv-Confindustria (Associazione Italiana Vigilanza e Servizi Fiduciari). Nello specifico, l’Abruzzo, dove si registra il piu’ elevato aumento della percezione di insicurezza nei confronti della criminalita’, passa dal 16,9 per cento del 2012 al 25,4 per cento del 2013, guadagnando cosi’ il 12esimo posto fra le 22 regioni e province autonome esaminate, rispetto al 14esimo dell’anno precedente. Nella classifica dei furti nelle abitazioni, rilevati dalle forze di polizia in base alle denunce, l’Abruzzo scende invece dalla 12esima al 14esima posizione. Ma vede comunque aumentare il numero dei furti da 284 a 305 per 100 mila abitanti fra il 2011 e il 2012, anno con i dati piu’ recenti, rimanendo comunque sotto la media nazionale di 398 furti. Relativamente alle strategie per difendersi dai ladri di appartamento, in Abruzzo, come nelle altre regioni, prevalgono i sistemi tradizionali. Al primo posto c’e’ la richiesta ai vicini di controllare la porta di casa, modalita’ attuata dal 40,5 per cento delle famiglie abruzzesi, superiore alla media nazionale del 39,4 per cento, cui segue l’accortezza di lasciare le luci accese quando si esce come fa il 26,3 per cento delle famiglie in Abruzzo. Inferiore alla media nazionale e’ invece la modalita’ innovativa di collegare l’abitazione con la vigilanza privata, con una quota del 4,1 per cento della famiglie che ricorre a questa strategia contro il 4,7 per cento di media nazionale.

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