Province: i 4 presidenti d'Abruzzo contro l'eliminazione

TERAMO – "In Abruzzo i costi delle quattro Province sono irrisori e irrilevanti, anzi sono state virtuose considerando le condizioni in cui hanno lavorato". Così il presidente dell’Unione delle Province abruzzesi nonché presidente dell’Ente chietino, Enrico Di Giuseppantonio, che definisce il ddl Delrio "una legge ingiusta, una legge spot per immolare sull’altare mediatico il ruolo di un Ente che da 150 anni svolge un ruolo fondamentale nella società italiana". L’occasione è quella dell’Assemblea generale delle Province abruzzesi, che si è svolta ieri in Provincia, a Pescara. Presenti il presidente dell’Unione delle Province italiane (Upi), Antonio Saitta, il direttore dell’Upi, Piero Antonelli, il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, e i presidenti delle quattro Province abruzzesi, Di Giuseppantonio (Chieti), Guerino Testa (Pescara), Antonio Del Corvo (L’Aquila) e Valter Catarra (Teramo). "Non disperdiamo le competenze e le professionalità acquisite negli anni dai dipendenti, che nonostante i tagli indiscriminati alle risorse finanziarie e umane – sottolinea Di Giuseppantonio – riescono quotidianamente, seppur con grandi sacrifici, a garantire i servizi essenziali ai cittadini". "A oggi non sappiamo il numero complessivo della pletora di società e enti strumentali che sono presenti nel nostro Paese – sottolinea Testa – ogni giorno subiamo un furore incomprensibile di guerra contro di noi". "Nessuno ci ha mai detto che fine faranno i servizi delle Province", afferma Del Corvo, mentre Catarra conferma "la ferma contrarietà alla riforma delle Province: tutto deve partire dal titolo V della Costituzione".

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