Catarra e l'Iva di Teramo Lavoro: «Nessuno ha intascato o non versato»

TERAMO – Le notizie diffuse sui media di una contestazione della Guardia di Finanza alle operazioni contabili attraverso fatture tenute dalla società in house della Provincia, Teramo Lavoro, ha allarmato il presidente Valter Catarra che parla di un possibile "casus" amministrativo da sollevare nelle sedi competenti. secondo voci non confermate negli ambienti investigativi, la Finanza – come già fatto nel corso dell’indagine che ha portato ai rinvii a giudizio dello stesso presidente Catarra e dell’ex amministratore unico della Teramo Lavoro, Venanzio Cretarola, per la gestione dei sussidi del Fondo Sociale Europeo – avrebbe contestato la mancata applicazione dell’Iva nelle fatturazioni relative ai servizi forniti in materia di impiego. «Sarano gli organi competenti – ha detto questa mattina Catarra – a stabilire se l’Iva andava applicata o meno: ci sono pareri, interpelli e rispose dello stesso ministero del Lavoro. Quello che voglio qui fermamente dire è che nessuno ha intascato l’Iva o che non sia stata versata l’Iva. C’è solo una diversa interpretazione della materia: i soldi del Fondo sociale europeo sono destinati alle politiche attive del lavoro, vanno sul territorio, ai disoccupati, alle donne, ai voucher e tutto viene gestito dalla catena Europa, Regione, Provincia e gestori. da politico mi chiedo: ma tutti questi soldi sono dazioni per il sociale e vanno soggetti a Iva? Se così fosse c’e da rivedere qualcosa, se la Provincia prende 4 miloni di euro e poi deve pagarci un milione di euro di Iva, io mi chiedo come funziona. In ogni caso il vademecum del Fse dice chiaramente che i contributi Fse sono fuori del campo di applicazione dell’Iva". La stessa Teramo lavoro, ha aggiunto Catarra, svolgeva altri servizi per altri settori diversi dal Fondo sociale europeo e per questi servizi ha regolarmente applicato l’Iva. 

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